Ma quanto assume il manager in scadenza

C’è bisogno di tirare la cinghia e impugnare le forbici per mettere a posto i conti della sanità laziale. Suona più o meno così il tono che la presidente Renata Polverini tiene a rimarcare sottolineando la necessità di fare economia per rientrare del debito. E l’allusione è indirizzata laddove sono distribuite le voci di spesa più consistenti: nelle Aziende sanitarie locali ovviamente. Eppure è proprio nelle Asl dove qualche manager fa orecchie da mercante. Vale a dire che tra i direttori generali in scadenza di mandato (per alcuni infatti il contratto si conclude il 30 giugno) c’è anche chi se ne infischia delle economie di gestione previste dai decreti per la riorganizzazione sanitaria emanati da Polverini due settimane fa mentre predispone bandi e concorsi per sottoscrivere incarichi professionali e contratti di collaborazione a tutto spiano.
È emblematico l’atteggiamento del general manager Pietro Grasso che, malgrado questi siano gli ultimi giorni di permanenza alla guida dell’Asl Roma E, ha dato il via libera a una serie di bandi per l’assunzione a tempo determinato di ingegneri, tecnici,informatici, psicologi, e pure qualche dirigente medico sia epidemiologo che anestesista, con contratti annuali, nonché un altro bando per ingaggiare 15 infermieri. Tutto in barba al blocco del turnover ormai in vigore da due anni e inasprito con i decreti Polverini nel senso che, nella decisione sullo sbarramento delle nuove assunzioni, è esplicitato chiaramente: «Qualora una struttura sanitaria avesse stretto bisogno di personale è vincolata a chiedere l’autorizzazione alla Regione Lazio». Già, ma il manager Grasso non ha chiesto alcuna autorizzazione: i provvedimenti per le assunzioni sono lì in bella mostra sul sito web dell’azienda sanitaria alla mercé di chiunque. Una questione che potrebbe essere frutto di qualche chiarimento nell’immediato come richiesto dalle rappresentanze sindacali di categoria.
«I provvedimenti sottoscritti dal direttore generale dell’Asl Roma E aumentano la spesa pubblica dell’anno in corso e gravano sul bilancio dell’azienda e quindi della Regione. Inoltre - chiosa Ernesto Cappellano, segretario regionale del Simet (sindacato medici del territorio) - questo modo di fare rispecchia il voler superare l’intralcio del blocco del turnover in modo completamente illogico e senza una seria programmazione delle attività. È davvero incredibile che quando verrà il nuovo manager si troverà contratti sottoscritti di recente anche per i primari che il direttore sta sottoponendo a verifica e confermando. Non dimentichiamoci che questi saranno inamovibili fino a scadenza contratto».
Contemporaneamente tra i provvedimenti presi da Grasso ci sono da annoverare anche le nuove nomine degli assistenti amministrativi (8 per l’esattezza) da sistemare tra la sede centrale, ossia l’Ospedale Santo Spirito, e gli ambulatori di prossimità sul territorio. «Per analizzare a fondo la complessità della gestione sanitaria nelle varie Asl ci auguriamo che la presidente Polverini ci convochi al più presto perché situazione analoghe stanno avvenendo anche in altre amministrazioni dove - incalza Cappellano - le delibere dei nuovi incarichi abbondano nelle bacheche degli Albi pretori». Intanto però i precari che garantiscono l’assistenza e l’emergenza rimangono al palo.