Quattro italiani su 10 amano la montagna, ma solo il 16% pratica lo sport

Secondo l'indagine commissionata dalla Fisi ad Astraricerche, è questa la percentuale di chi va in montagna per svolgere discipline invernali non occasionalmente, snobbando però le piste di casa nostra. Il presidente Morzenti: «Bisogna emulare le eccellenze delle realtà estere»

Gli italiani amano la montagna e gli sport invernali, ma soltanto il 16,2% della popolazione pratica in modo non occasionale sport invernali, preferendo l'estero alle piste italiane. È quanto emerso al convegno, svoltosi a Palazzo Marini a Roma, per la presentazione dell'indagine demoscopica «Gli italiani e la montagna: nuove opportunità per il turismo e lo sport», commissionata dalla federazione sport invernali ad Astraricerche.
«La ricerca di fatto era nata per valutare gli impatti sui tesserati, gli sci club e i comitati regionali - ha spiegato il presidente della Fisi, Giovanni Morzenti - Nel corso dell'analisi è emersa, invece, una particolare questione riguardante l'economia e la montagna. Dobbiamo prendere esempio dall'estero, ma ci vogliono interventi importanti su una serie di questioni. Per esempio, chiudere le scuole per 15 giorni per favorire la settimana bianca come fanno in Francia e Germania. È un risparmio per l'economia e si favorisce lo sport. C'è bisogno di una legge, obblighiamo le persone ad andare a sciare o almeno a camminare in montagna».
Dalla ricerca, svolta su un campione di 2096 intervistati in rappresentanza di 38 milioni di italiani, è emerso che lo sci alpino rimane la disciplina più praticata, anche se risultano particolarmente attrattivi lo sci di fondo, lo slittino e lo snowboard. Nello specifico la ricerca rivela che il 41,8% degli italiani ha un rapporto stretto con la montagna e vi si reca in Italia. Il 70% degli italiani, inoltre, ama guardare gli sport invernali in tv e gradirebbe che ci fosse maggiore attenzione da parte dei media sui campioni italiani. Chi effettivamente pratica gli sport invernali è il 16,2% della popolazione, ma il 31,1% è «sportivo invernale» in senso più saltuario.
Presente al convegno anche il campione del mondo di SuperG a Garmisch, Christof Innerhofer. «Sulle piste si nota una scarsa presenza degli italiani - ha ammesso -. Di sicuro è fondamentale portare i giovani a sciare, perchè poi a loro volta possano portare i loro figli a sciare. Noi atleti, vincendo, contribuiamo comunque a dare maggiore visibilità a questo sport, quindi il nostro impegno è quello di continuare a fare bene, perchè i giovani si avvicinino di più alle discipline invernali».