Quegli «exempla» che arrivano da lontano

Tra le mostre che illustrano la passione per l’antico in varie epoche, ricordiamo «La forza del bello. L’arte greca conquista l’Italia» (Mantova, Palazzo Te, sino al 6 luglio, catalogo Skira, nella foto testa dell’Erinni Ludovisi, II secolo d.C.). Curata da Salvatore Settis con Maria Luisa Catoni, ripercorre in tre sezioni la presenza e l’influenza dell’arte greca in Italia dal VII secolo a.C. al Neoclassicismo. Cento le opere radunate lungo le sale affrescate da Giulio Romano e le Fruttiere di Palazzo Te. «Otium. L’arte di vivere nelle domus romane di età imperiale», a cura di Carlo Bertelli e Luigi Malnati (Ravenna, Complesso di San Nicolò, sino al 5 ottobre, catalogo Skira) racconta la vita nelle case e nelle ville del II e III secolo d.C. Si è aperta ieri «Exempla. La rinascita dell’antico nell’arte italiana. Da Federico II ad Andrea Pisano» (Rimini, Castel Sismondo, sino al 7 settembre, catalogo Pacini). Ideata da Marco Bona Castellotti e Antonio Giuliano, la rassegna illustra come da modelli antichi (exempla) nascano importanti capolavori del Medioevo italiano. Tra i suggestivi accostamenti, il marmo di Arnolfo di Cambio, con la Donna con l’anfora (Galleria Nazionale di Perugia) confrontato con un bassorilievo romano rappresentante una Ninfa vista da tergo dei Musei Vaticani. Dal 4 luglio al Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra «Rinascimento e passione per l’antico: Andrea Riccio e il suo tempo» (sino al 2 novembre) metterà in luce il recupero dell’antico nel ’500 con opere di Lotto, Mantegna, Bellini, sino ad Andrea Riccio. Tra i dossier e i libri, L’Antico di Maurizia Tazartes (con introduzione di Marco Bussaglia, «I Grandi Temi della Pittura De Agostini», 2007), un excursus sull’iconografia dell’antico dalla tarda romanità a oggi. E il Laocoonte in Lombardia 500 anni dopo la sua scoperta, a cura di Gemma Sena Chiesa con Elisabetta Gagetti (viennepierre edizioni, 2007) che espone le centinaia di interpretazioni nell’arte lombarda del celebre gruppo scultoreo scoperto in una vigna romana il 14 gennaio 1506.