Quegli «intrecci pericolosi» nella segreteria di Marrazzo

Omar Sherif H. Rida

Più che al film «una poltrona per due» - titolo che nella fattispecie andrebbe capovolto -, le vicende dei componenti del Segretariato generale del governatore Marrazzo sembrano simili a una commedia corale di Woody Allen in cui i protagonisti ridefiniscono la propria identità grazie alla psicanalisi. Analogamente, in Regione i personaggi in questione sembrano risolvere i loro problemi identitari collezionando incarichi in aggiunta al ruolo ufficiale.
Si pensi al responsabile della struttura «Politiche in favore dei giovani», Massimiliano Monnanni: stipendio annuale, 110mila euro lordi. Un funzionario pubblico con esperienze professionali equamente divise tra destra e sinistra: membro nello staff di Franco Frattini dal 2001 al 2002, quando quest’ultimo era ministro della Funzione pubblica nel governo di centrodestra e poi dal 2002 al 2004, sempre con Frattini nel frattempo traslocato al ministero degli Esteri. Dal ’96 al ’99 Monnanni è stato poi responsabile delle relazioni esterne e capo della segreteria dell’europarlamentare di Forza Italia Luisa Todini. Attualmente, il titolare regionale delle «politiche giovanili» è segretario generale del Comitato Interministeriale dei Diritti Umani per il triennio 2003-2006, consigliere delegato del «Convitto nazionale Vittorio Emanuele II» per il triennio 2004-2007 e, dal 27 maggio 2005, presidente della «Fondazione Mario Moderni». Un vero stakanovista, insomma.
Andrea Cocco, responsabile dei «Rapporti con i livelli istituzionali locali», 85mila euro lordi di retribuzione annua, è stato anche responsabile della promozione della prima «Festa internazionale del cinema» di Roma che si è tenuta dal 13 al 21 ottobre scorsi. L’ultimo capitolo è quello delle «parentele particolari». Alla struttura di coordinamento della Segreteria operativa del Segretariato generale della presidenza lavora Alessandra Luciani, sorella di Adelfo Luciani. Nessuna illazione, ma una semplice constatazione derivante dalla lettura delle carte. Nel documento «AO E0045» del 13 luglio 2005 firmato dal segretario generale di Marrazzo, Francesco Gesualdi, si dispone «con decorrenza 27/06/2005 l’assegnazione della signora Alessandra Luciani» alla struttura sopracitata. Un atto, quello del 13 luglio, che rettifica i documenti «AO E0044» del 12 luglio 2005 (il giorno precedente) e «AO A2123» del 21 giugno 2005, che destinavano la Luciani alla struttura «Relazioni Istituzionali-Rapporti con l’Ue e cooperazione internazionali». Cioè quella presieduta da Cinthya Orlandi, altra «collezionista di cariche», come abbiamo visto ieri. Il direttore del dipartimento Territorio è Raniero Vincenzo De Filippis: nello stesso ufficio lavora Raffaella De Filippis.
Altri intrecci pericolosi «a margine» e fuori dal Segretariato: Gianluca Lo Presti, direttore generale della holding regionale «Sviluppo Lazio spa» e consigliere di «Bic Lazio» (la società regionale che promuove la diffusione delle Pmi) dopo esserne stato presidente fino a qualche mese fa. Regino Brachetti, presidente di Lait (l’ex Laziomatica) e membro del collegio regionale degli Esperti. Perfino l’assessore comunale al Personale, Lucio D’Ubaldo, mantiene il suo strapuntino in Regione come presidente di «Laziosanità-Asp», ovvero l’Agenzia di sanità pubblica. Ma forse è meglio fermarsi qui, prima di finire sul lettino dello psicanalista tanto caro a Woody Allen.
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