Quei frammenti di romanità

a chiamavano la Roma delle Alpi. Aosta, la romana Augusta Praetoria, fondata nel 23 a. C., affascina ancora oggi per il secolare impianto urbano, il Teatro romano e il Criptoportico forense, monumentale e ben conservata struttura romana, nella zona nord orientale della città. Tra Settecento e Novecento è stata preda di saccheggi per rifornire le raccolte antiquarie di frammenti architettonici, statue e manufatti. L’antiquario Stefano Bardini (1836-1922) formò, tra Otto e Novecento, una cospicua raccolta di antichità, rimasta integra per decenni nel suo palazzo fiorentino, riscattata dallo Stato nel 1996 e ora parte integrante delle collezioni del Polo museale fiorentino (nella foto, ritratto di giovinetto).
A risarcire Aosta delle perdite, arriva ora un’ originale iniziativa. Nel Criptoportico forense sono esposti circa quaranta frammenti architettonici della raccolta Bardini (cippi, capitelli, fregi, are funerarie, sarcofagi, statue), non di origini aostane, ma comunque in grado di evocare il carattere romano della città. Opere raramente viste come il Torso di personaggio imperiale, rilavorato in antico come Nerone e poi come Augusto, e una statua femminile eseguita tra il 90 e il 100 d. C. Nel Teatro romano sono due pezzi archeologici in marmo, della stessa collezione Bardini, con antiche raffigurazioni teatrali.
A commentare il persistere del gusto per l’antico nel medioevo e Rinascimento sono presentati nel Museo archeologico regionale della città alcuni capolavori delle Gallerie fiorentine, che hanno poco a che fare in apparenza con Aosta, ma che si riallacciano nei loro dettagli iconografici ai frammenti antichi. Ad esempio, la grande Annunciazione ad affresco di Botticelli, realizzata nel 1481 per l’Ospedale di San Martino a Firenze, giunta dagli Uffizi. Nell’architettura dipinta che funge da cornice spiccano capitelli simili a quelli esposti nel Criptoportico. Una tavola dipinta da Filippino Lippi con il Funerale di Lucrezia Romana, giunta da Palazzo Pitti, testimonia il riuso delle colonne di porfido a sostegno delle statue quattrocentesche. La Pala del Preziosissimo Sangue di Mantegna e aiuti è ricca di citazioni archeologiche del tempo di Augusto. Un piccolo bronzo del Museo del Bargello con il Laocoonte potrebbe essere una delle prime repliche del celebre gruppo scultoreo ritrovato il 14 gennaio 1506.
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LA MOSTRA
«Augusta Fragmenta. Vitalità dei materiali dell’antico da Arnolfo di Cambio a Botticelli a Giambologna». Aosta, Museo Archeologico Regionale, Criptoportico forense e Teatro romano fino al 26 ottobre, a cura di Mario Scalini, catalogo Silvana Editoriale. Info: www.regione.vda.it.