Quei neo maggiorenni senza casa né aiuti fanno gola ai criminali

Tremila 18enni ogni anno escono dalle comunità e sono abbandonati a se stessi

Nella sala comune ci sono pasticcini e torta, a volte si balla anche. Tutti si divertono, tranne il festeggiato. Dopo aver soffiato sulle candeline dei suoi 18 anni, dovrà fare la valigia con le poche cose che ha e lasciare per sempre la comunità in cui è cresciuto. Solo, un'altra volta. Abbandonato anche dallo Stato. Senza casa e senza un euro in tasca.

Diventare maggiorenni per la legge significa uscire dai percorsi di protezione (affidi, case-famiglia, comunità) e diventare automaticamente indipendenti. Cosa impensabile per i 18enni cresciuti in famiglie non problematiche, figuriamoci per chi se l'è cavata con educatori al posto dei genitori. Sono circa 3mila i ragazzi soli che ogni anno diventano maggiorenni e che, quando va bene, finiscono nelle liste degli adulti seguiti dai servizi sociali. Molti di loro non rientrano in famiglia - non possono - e devono costruirsi un futuro in fretta. Solo in rare eccezioni le comunità prolungano la permanenza in base alla deroga a una disposizione del 1934. Per il resto non esistono (ancora) normative. Tra i neo maggiorenni ci sono anche ragazzi che stanno ancora studiando perché, nel loro passato tormentato, hanno perso uno o più anni di scuola. Se fossero costretti a mollare tutto per improvvisare un lavoro, sarebbe un peccato, sia per loro sia per chi, in qualche modo, li ha aiutati ad arrivare fin lì.

Il problema dei neo maggiorenni, rimasto nell'ombra per anni, finalmente sta finendo sui tavoli istituzionali, fra le montagne di temi da affrontare sul tema dei minori. «Questa è una delle sfide a cui siamo chiamati a rispondere per garantire l'effettiva attuazione del principio di uguaglianza - mette nero su bianco la Garante dell'Infanzia Filomenta Albano - I ragazzi che hanno vissuto l'esperienza dell'allontanamento vanno sostenuti anche nella fase dell'eventuale reinserimento nella famiglia di origine o nell'avvio di un percorso di autonomia. Vogliamo evitare che il 18esimo compleanno si trasformi in un evento da non festeggiare». Da qui nasce la giornata nazionale (il 18 maggio) di quelli che sono stati ribattezzati i care leavers, cioè i neo maggiorenni ancora bisognosi di cure. Il 17 luglio l'Autorità garante e la onlus Agevolando, con l'appoggio di Sos Villaggio dei bambini, hanno indetto la prima conferenza sull'argomento. E finalmente si getteranno le basi per creare una rete di supporto ai ragazzi senza che ci sia un secondo, traumatico, abbandono.

Ad oggi, là dove la legge non arriva ancora, ci pensa il volontariato a mettere una pezza e varie associazioni si sono date da fare per trovare una casa di appoggio ai ragazzi usciti dalle comunità, per indirizzarli un po' più gradualmente e realisticamente all'indipendenza. Altrimenti, il rischio sarebbe quello di gettare all'aria tutto l'investimento (anche economico) fatto su di loro e, nei casi peggiori, vederli finire nella trappola della microcriminalità o chissà di che altro destino.