Quei tossici che hanno in mano la nostra vita

Medici, piloti e manager al lavoro sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o alcol. Ecco i pericoli che nessuno racconta

Un'operazione a cuore aperto, i comandi di un volo di linea, il futuro di centinaia di lavoratori: affidarli a una persona drogata o ubriaca equivale a un suicidio collettivo. Eppure ci sono categorie professionali più a rischio di altre per l'abuso di alcol e l'uso di sostanze stupefacenti. Sono medici, piloti, manager. Ma anche infermieri, controllori di volo, gruisti, conducenti di camion, autobus e treni. Cos'hanno in comune? Fanno lavori molto stressanti e hanno in mano la vita di altre persone. Non se ne parla. Si tratta di argomenti tabù, anche all'interno delle stesse categorie. E non ci sono, almeno in Italia, statistiche ufficiali sul fenomeno. Il velo sta appena cominciando ad alzarsi da ospedali e sale operatorie, rivelando che le professioni mediche sono tra quelle più colpite. Studi internazionali, negli Stati Uniti ma anche in Paesi europei come Spagna, Germania e Inghilterra, parlano del 12 per cento circa di operatori sanitari che hanno problemi - abuso oppure vere e proprie dipendenze - con alcol, droghe, farmaci, gioco d'azzardo. Nel nostro Paese una ricerca di Dianova International (del 2012) stima un dottore su dieci. Numeri, comunque, preoccupanti.

Nasce da qui il Progetto Helper di Torino, un centro per la disintossicazione e la cura di medici affetti da dipendenze. L'idea è partita da don Paolo Fini, che da anni si occupa di recupero dei tossicodipendenti nel Centro torinese di solidarietà, e dal professor Augusto Consoli, capo del Dipartimento dipendenze della Asl Torino 2, in collaborazione con l'Ordine provinciale dei medici.

PAZIENTI DIFFICILI

Ma perché serve una clinica «speciale» per dottori? «Medici e infermieri - spiega la dottoressa Tiziana Borsatti, consigliera dell'Ordine e referente del progetto - sono pazienti difficili da gestire. Prima di tutto perché sono convinti di potersi autocurare. Poi perché hanno bisogno di un luogo dove isolarsi e dove ci sia privacy assoluta e l'anonimato sia garantito. Non possono permettersi che si sappia del loro problema o che qualcuno li riconosca al Sert. Diventerebbe uno stigma».

La dottoressa, anestesista rianimatrice, ha incontrato colleghi che abusavano di sostanze. «Mi chiedevano aiuto - dice -, ma soprattutto di mantenere il segreto. È un fenomeno negato per anni. Helper oggi è un servizio indispensabile». I più colpiti sono chirurghi, anestesisti, psichiatri, medici di pronto soccorso, ginecologi. Con i cali di organico hanno turni sempre più duri. Non possono sbagliare nulla, sono sotto pressione continua, a contatto quotidiano con la sofferenza e la morte ma anche con le sostanze «proibite». Un dottore si prepara da solo la dose e crede di poterne gestire gli effetti. I veleni più utilizzati sono alcol, cocaina e psicofarmaci. Le conseguenze sono errori e conflittualità nelle équipe.

I medici devono poi fare i conti con il rischio burn-out, la sindrome da «esaurimento emotivo» che colpisce chi lavora con il pubblico. Tra i dottori (il dato è nordamericano) c'è un tasso di suicidi doppio rispetto al resto della popolazione. Tra le donne medico, che spesso sopportano anche il peso della famiglia, il tasso è addirittura quadruplo se confrontato con la popolazione femminile. Aggiunge Borsatti: «Per il nostro centro, la cui apertura è prevista per il 2017, c'è già una lista d'attesa di persone interessate. Mi hanno contattato medici da altre regioni, sono gli stessi che oggi sarebbero costretti a farsi assistere all'estero». La struttura fornirà all'inizio un servizio ambulatoriale, poi anche di ricovero. Sono pronti la sede (l'indirizzo è segreto) e lo staff formato da medico internista, psichiatra, psicologo, infermieri. Mancano i fondi per partire. «La Regione Piemonte - conclude la consigliera dell'Ordine - è l'unica realtà a livello nazionale ad aver approvato un progetto come questo. Ed è pronta a creare le condizioni e le sinergie con le altre istituzioni per accompagnarlo e sostenerlo».

I TEST

Gabriele Gallone, medico del lavoro, ha l'incarico di svolgere i controlli tra i colleghi. «I professionisti della sanità - ammette - sono più esposti al bere problematico e all'assunzione di droghe. Il lavoro che fanno è uno dei fattori scatenanti dell'abuso di sostanze. Per questo occorre uno sforzo maggiore per aiutarli». La normativa che regola le verifiche sui dottori è diversa per ogni regione. «In alcune - continua Gallone -, come Veneto, Toscana, Lombardia, Piemonte i controlli sono frequenti. In Piemonte facciamo test anti alcol a campione direttamente nei reparti, a sorpresa. Ci presentiamo con l'etilometro e il tasso alcolemico deve risultare pari a zero. È quasi sempre così: gli accertamenti hanno un effetto deterrente. Alcuni medici segnalati subiscono anche esami del capello e del sangue». Se qualcuno risulta positivo, viene preso in cura dal Sert e ha diritto a sei mesi di astensione retribuita dal lavoro per curarsi. «Per le droghe - sottolinea l'esperto - è molto diverso. Non sono previsti controlli di questo tipo». Le legge elenca le categorie per cui i test anti droga sono obbligatori. Ci sono tra gli altri piloti, addetti a fabbriche di esplosivi, manovratori di muletti, conducenti di mezzi pubblici. «Non ci sono i sanitari - conclude il medico -. Si tratta di una lacuna da sanare. Anche se a mio avviso negli ospedali gli stupefacenti sono meno diffusi dell'alcol. In 12 anni di servizio non ho incontrato alcun caso di uso conclamato».

Per i piloti, in Italia i test anti alcol e anti droga sono severi. Semmai c'è disparità tra le nostre regole e quelle degli altri Stati, pure europei. Anche se dopo il disastro Germanwings del marzo 2015 l'Agenzia europea per la sicurezza aerea lavora a un giro di vite.

POCHE REGOLE

«La responsabilità dei controlli è della compagnia, che li affida a un medico competente spiega Antonello Furia, responsabile Funzione medica aeronautica dell'Enac . Vengono prelevati campioni di urine e rilevato il tasso alcolemico, con un preavviso molto breve, entro le 24 ore».

Al pilota positivo l'Enac blocca l'idoneità al volo in attesa di accertamenti. Questo però avviene solo per le compagnie italiane, ogni Paese ha le proprie regole. Ma un pilota impiegato dove i test non si fanno può mettere a rischio passeggeri, scali e cieli italiani. «L'Agenzia europea continua Furia pensa di introdurre verifiche obbligatorie alla prima visita di idoneità e dopo ogni incidente grave o minore». Il lavoro di pilota comporta enormi carichi di stress e fatica. «Tuttavia sottolinea Ivan Viglietti, responsabile di categoria della Uil da noi la normativa è molto più severa che altrove, gli accertamenti sono rigidi e funzionano. Piuttosto mi preoccuperei della quantità e della qualità del riposo che oggi viene lasciato ai piloti».

Non ci sono statistiche sui manager che fanno uso di droghe. Solo ricerche sulle sostanze più usate contro lo stress da chi guida un'azienda. In testa cocaina, alcol, antidepressivi, benzodiazepine come Tavor e Valium per la loro proprietà calmante, anfetamine e Ritalin, che aumentano le capacità cognitive. Tutte a elevato rischio di dipendenza e condannate dalle associazioni di categoria: «In particolare dichiara Isabella Covili Faggioli, presidente nazionale dell'Associazione per la direzione del personale chi si occupa di risorse umane è un punto di riferimento per gli altri manager. Da qui la condanna di tutte le dipendenze per chi deve gestire persone e tutelare il loro benessere sul posto di lavoro».

Commenti

Giacinto49

Lun, 22/08/2016 - 09:48

Oltre a medici e infermieri, metteteci anche una palestra e dei prepartori atletici. "Mens sana in corpore sano"

Angelo664

Lun, 22/08/2016 - 10:19

Perché non vengono licenziati in tronco ? I sindacati cosa dicono ? Tutto a posto ?

arkkan

Lun, 22/08/2016 - 10:28

Ci si è dimenticati di una categoria importante: i legislatori. Cioè parlamentari e consiglieri regionali. Con tutte le cavolate che approvano, dovrebbero sottoporsi tutti i giorni a test antidroga e alcool. Forse riusciremo finalmente ad avere una legislazione meno confusa, contradditoria, e farraginosa.

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elkid

Lun, 22/08/2016 - 11:20

-------------poi prendono il ragazzetto che si fa la cannetta innocua e --trattandolo da pericolosissimo criminale lo sbattono in galera con somma gioia di giovanardi e affini---questo nella migliore delle ipotesi---perchè nella peggiore---il suddetto ragazzetto sarà picchiato per soddisfare le tendenze sadiche di qualche operatore di forze dell'ordine--oppure addirittura massacrato ed ucciso con la connivenza di personale medico e guardie carcerarie che come le scimmiette si tappano la bocca e gli occhi---hasta siempre

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Memphis35

Lun, 22/08/2016 - 11:34

Eh,la Madonna! Avrei vissuto, a mia insaputa, 40 anni della mia vita in un'osteria e/o in una "drogheria". L'unica sostanza stupefacente, però, che ho visto scorrere a ettolitri in corsia ed in sala operatoria è stata la caffeina. In soluzione acquosa, calda.

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Anna 17

Lun, 22/08/2016 - 16:13

A fronte mie frequenti permanenze ospedaliere con conseguenti approfondite conoscenze di personale medico/infermieristico, arrivo alla personale conclusione che forse bisognerebbe togliere la bottiglia a chi fa certe stupide ed infondate affermazioni contro i colleghi.

almaalma

Lun, 22/08/2016 - 18:12

prima di licenziarli, bisognerebbe individuarli!!!!Perché non fare come nello sport per il doping? Controlli obbligatori e, se ...... licenziati in tronco, poi, anche curati, perché no ?

markus54

Mar, 23/08/2016 - 08:03

Personalmente mi attengo alle stesse regole di quando guido: pasti frugali e niente alcool. Ovviamente droghe non ne uso a prescindere. Comunque in 40 anni di professione non mi é mai capitato di vedere un collega presentarsi al lavoro alterato in alcun modo. Stressati lo siamo, ma questa é un'altra storia. Ma come vengono fatte queste inchieste? Vi rendete conto che il risultato potrebbe essere controproducente e alimentare quel contenzioso medico-paziente che sta portando alla fuga dagli ospedali i professionisti piú preparati stufi di essere sempre additati come delinquenti o, quanto meno, incapaci? Fateci fare la prova del palloncino ad inizio turno e smettiamola di dire bischerate!

manliok

Mar, 23/08/2016 - 11:48

La Santa Inquisizione, UN PRETE, che decide ogni giorno se i medici possono fare i medici, al di fuori di ogni logica... Questa oltre che caccia alle streghe è anche appropriazione indebita da parte del Vaticano dell'intero SSN ! Ad ogni buon conto, scientificamente, dove sta scritto che i medici sono drogati? E dov'è l'emergenza? Serve solo a dare SOLDI e POTERE alla CHIESA !!!

Gianluca_Pozzoli

Lun, 07/11/2016 - 15:09

PURTROPPO è VERO...MOLTI MEDICI , ANCHE MOLTO BRAVI, FANNO USO DI COCAINA