Quel Masaniello troppo delicato sul tema pedofilia

Gentilissimo dottor , ho visto in televisione il presidente della Puglia Nichi Vendola vantarsi della energia solare ed eolica prodotta (o installata?) nella regione e ho pensato che, se hanno ragione i sinistri che lo considerano molto intelligente, e quindi in grado di prendere il testimone dell’intelligentissimo D’Alema, noi poveri stupidi e/o disonesti berluscones abbiamo la vittoria in tasca per i prossimi venti anni. Oltre tutto non riesco a capire come non sia preoccupato, come tutte le persone «intelligenti», per la prossima desertificazione dei luoghi che amministra; se fossi in lui andrei a Sharm el Sheik per copiare le strutture ricettive e incominciare a importare cammelli!
Biella

Sa cos’è, caro Carbonetto? È che provo fastidio - qualcosa di simile alla repulsione, per la verità - al solo sentirlo nominare, quel Nichi Vendola. Fresca star dei «sinceri democratici». Nel flagellarlo, il più fine ideologo dei repubblicones lo ha qualificato «una figura capace di evocare qualcosa che sembra scomparso dalla scena politica, una speranza». Pensi un po’ lei, caro Carbonetto. Non che questo aiuti il Vendola, stante la chiara fama dei repubblicones di annichilire coloro che politicamente abbracciano. Di farli secchi, insomma. Però resta il fatto che quel bel tomo sta surfando sulla cresta dell’onda progressista, ciò che grandemente ci conforta perché se anche a tempo determinato l’opposizione si affida a quei campioni lì, il portone di palazzo Chigi possono seguitare a vederlo col binocolo. Nichi Vendola, il «Masaniello delicato», come lo chiamarono, è quello che sedette in Parlamento abusivamente. Ricorda? Elezioni del ’94: una montagna di schede favorevoli ai candidati Felice Trotta (An) e Giuseppe Galati (Ccd) furono giudicate nulle dagli scrutatori. Grazie a ciò presero la strada per Montecitorio i secondi eletti: Nichi Vendola (Rifondazione) e Italo Reale (verdi). Trotta e Galati fecero allora ricorso e dopo molto ponzare la Giunta per le elezioni sentenziò che gli scrutatori avevano scrutato male e le schede ritenute nulle erano invece da considerarsi valide. Ma la Camera, che ha l’ultima parola, del verdetto si fece un baffo: con 306 voti a favore e 237 contrari bocciò la delibera della Giunta tenendosi cari i due trombati e impedendo agli eletti di esercitare il mandato. E questa è una.
La seconda ragione per cui Vendola poco m’aggrada è la sua difesa della pedofilia. «Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione». Questo il pensiero (già precedentemente espresso, con le stesse parole, davanti all’assemblea della Federazione giovanile comunista nel marzo del 1985) di Vendola riportato, sulla Repubblica, da Stefano Malatesta. Diritto. Diritto dei bambini ad avere rapporti sessuali con gli adulti. Ecco perché, quando Vendola cinguetta, come cinguettò un paio di giorni fa, che gli piacciono i bambini, che vorrebbe giocare con loro e raccontargli le favole, a me vien la pelle d’oca. Un impostore (sebbene con la benedizione del Parlamento) favorevole alla pedofilia. Questo è, caro Carbonetto, il nuovo idolo dei «sinceri democratici». L’«uomo della speranza». Prosit.