QUELLE «PRESENZE» VIETATE AD ANGELA

Esistono i fantasmi? All’annosa questione risponde affermativamente un programma televisivo, Presenze 2, giunto alla seconda edizione e trasmesso dal canale Sky Vivo (martedì, ore 21). Ecco una trasmissione da non far vedere assolutamente a Piero Angela, da tenergliela nascosta se non si vuole rovinargli la Pasqua e fargli andare di traverso la colomba con un’indigestione di fenomeni paranormali, di presenze soprannaturali, di campi energetici intercettati da un’équipe di cui fanno parte il sensitivo Umberto Di Grazia, il perito bio-metrico Massimiliano Benvenuti, lo storico Adorno Adorni Braccesi, oltre alla conduttrice Federica Gentile. L’approccio del programma è diretto, salta a piè pari qualsiasi discussione preventiva sulla possibilità che esistano o meno i fantasmi (qui lo si dà infatti per scontato) e si incarica di raccogliere verifiche empiriche del fenomeno, armandosi di apposite apparecchiature elettroniche. O almeno ci prova, perché il risultato, anche senza voler subito scomodare l’intransigenza di Angela, è di dubbia riuscita, perlomeno televisiva. L’équipe visita i castelli italiani dove l’intreccio tra storia e leggenda ha reso il terreno fertile per sospettare l’esistenza di spiriti che vagano senza pace da centinaia di anni, come nel caso del castello di Groppello, in provincia di Piacenza, in cui si anniderebbe lo spirito di Rosania Fulgosio, moglie di Pietrone da Cagnano, divenuta amante del capitano di ventura Lancillotto Anguissola quando il marito partì per una delle tante guerre tra feudatari in auge nella seconda metà del ’200. Con la fine delle ostilità il giovane dovette ripartire, il marito tornò, qualcuno gli riferì il tradimento della donna e lui per vendetta fece costruire nelle fondamenta del castello una stanza segreta dove la rinchiuse murandola viva e dandole una morte orribile. Ora l’équipe di Presenze 2 torna sul luogo del delitto e in piena notte, al buio, dotata di apparecchiature in grado di registrare fenomeni audio e video non percepibili dall’uomo, dà vita a una sorta di telecronaca all’insegna della paura che risulta involontariamente buffa, fatta di una serie di «sento qualcosa», «anch’io», «dovrebbe essere qui, attorno alla poltrona», «no, più in là» che vanifica tutto sommato gli intenti di partenza nati (almeno si spera) per altri obiettivi. Alla fine è molto probabile che siano scontenti un po’ tutti: gli appassionati di fenomeni paranormali, che avrebbero meritato una rappresentazione meno facilmente criticabile della loro passione, e gli scettici per partito preso ai quali sarebbe stato meglio spiegare un po’ meglio, ad esempio, natura e struttura delle apparecchiature impiegate per fotografare forme energetiche in bassa densità luminosa.