Questione sicurezza in aula: nomadi e il rebus integrazione

La questione sicurezza arriva in aula Giulio Cesare. Ieri una parte della seduta è stata dedicata alla discussione del Patto della legalità. Manca il sindaco in aula, ma ci sono il prefetto, Achille Serra, e l’assessore capitolino alla Sicurezza, Jean Leonard Toaudi. Se Serra, che non rimane fino alla fine del dibattito, dice che «è positivo che la discussione sia arrivata in consiglio, anche se ha sentito solo critiche e non proposte», a Touadi è affidato il compito di illustrare il documento all’aula.
Lo spiega punto per punto, ricorda il fondo speciale costituito da Comune, Regione e Provincia e la costituzione dei villaggi della solidarietà. Ma dice anche che «il tavolo, pur affrontando un fenomeno di dimensioni mai rilevate in passato, non può risolvere tutti i problemi della città, a cominciare dall’emergenza abitativa». Per molti consiglieri, però, quel patto non serve nemmeno a garantire più sicurezza a Roma. Per questo propongono modifiche e cambiamenti. An e Udc presentano due diverse mozioni. Per l’Udc, fra le altre cose, si deve procedere alla «cancellazione dell’idea dei nuovi campi nomadi immaginati da Veltroni come Villaggi della Solidarietà e alla chiusura di quelli attualmente al di sopra dei 250 abitanti (Castel Romano ed altri)».
Ma servono anche nuovi presidi di pubblica sicurezza in periferia, nonché riattivazione di quelli ospedalieri. «Nella nostra mozione - aggiunge Dino Gasperini, capogruppo dell’Udc - c’è anche l’obbligo per il sindaco a portare in aula entro novanta giorni il piano per l’alloggiamento e la reintegrazione sociale dei senza fissa dimora».
An, invece, attraverso la voce del presidente della Federazione romana, Gianni Alemanno, ribadisce la necessità di un «decreto legge del governo che modifichi le norme sui senza fissa dimora, perché siamo di fronte a un’emergenza e la nomina di un commissario straordinario che assommi le prerogative dello Stato e del Comune in materia di sicurezza». I documenti saranno votati nella seduta di domani. Intanto, però, critiche arrivano anche dalla maggioranza: Maria Gemma Azuni, del gruppo di Sinistra democratica, spiega di «non condividere quel patto, soprattutto perché mille persone in un campo sono ingovernabili. E poi accanto alle forze di polizia che presidiano i campi deve essere prevista anche la presenza di personale dedito ai servizi sociali, per costruire progetti individualizzati e capire chi ha davvero intenzione di integrarsi. Perché, con chi delinque, sia chiaro, serve mano dura».