«Radar ed esperti: così si prevede il tempo»

Se è vero che nella Formula1 moderna sono i particolari a fare la differenza, le previsioni meteo sono una variabile fondamentale in questi particolari. Lo si è visto a Monza, come a Montecarlo o in Gran Bretagna o in Australia. Come si comportano le scuderie quando devono affrontare le variazioni atmosferiche? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Giuliacci, meteorologo climatologo che collabora anche con le reti Mediaset.
Come lavora un meteorologo quando deve fare previsioni a breve termine?
«Per quello che noi chiamiamo “nowcasting”, che ci permette di prevedere il tempo nell’arco delle 3-6 ore successive, sfruttiamo principalmente tre componenti: le immagini dal satellite, le immagini dal radar meteorologico e le osservazioni dalle stazioni al suolo. Incrociando i dati, otteniamo le nostre previsioni».
Quindi la pioggia a Monza era un evento ampiamente auspicabile?
«Il caso di domenica è a parte: se per sabato non avevamo dubbi che avrebbe piovuto quando si sono svolte le prove, la situazione del giorno dopo era più complessa. Dare un’interpretazione sicura al cento per cento era impossibile».
E allora le scuderie come possono comportarsi in questi casi?
«È estremamente importante che, soprattutto in casi di tempo incerto come domenica, sia presente sul circuito un meteorologo. Il quale deve seguire passo per passo l’evoluzione atmosferica, affidandosi, come sempre, all’importante ruolo del radar».
Il radar è davvero fondamentale?
«Assolutamente sì. Se i satelliti, tramite le immagini che ci inviano, possono rilevare solo la presenza di nuvole, non distinguendo tra quelle a rischio pioggia e quelle non, il radar invece ha questa capacità. Inoltre riesce anche a dare indicazioni sulla frequenza e l’intensità della pioggia: insomma, vale i tanti soldi che costa».
Le rilevazioni «sul campo», osservando dalla pista il cielo, o con ricognizioni dell’elicottero possono aiutare?
«Nelle previsioni di breve periodo sì. Notare in lontananza un banco di nuvole può metterti in allarme, osservando con l’elicottero la loro direzione puoi capire se devi temerne l’arrivo. A quel punto, analizzando da dove sono partite, e osservando il loro movimento, comprendi se stanno dirigendosi verso di te».
In Formula1 si affidano alle previsioni di Meteo France: può esserci stato un errore dei francesi?

«No, mi sembra strano: sono un istituto tra i più affidabili in tutta Europa per le previsioni meteo. Piuttosto, al limite, può essere che non si siano sbilanciati ed abbiano poi lasciato scegliere singolarmente, caso per caso. Ed ecco che ritorna fondamentale la presenza di un esperto che sappia interpretare i dati».