Raffinatezze ed enigmi del neolitico

È dalla fine dell’800 che nell’Europa orientale è stata scoperta una civiltà che presenta sicuri caratteri di originalità rispetto a quelle più conosciute delle coste meridionali. Da allora i ritrovamenti sono stati continui, ma è solo ora che la Romania, l’Ucraina e la Moldavia ci fanno conoscere in un progetto espositivo unitario l’arte e il mistero dell’antico popolo che abitava le loro terre tra il V e il IV millennio a.C. La mostra Cucuteni-Trypillia. Una grande civiltà dell’antica Europa, in anteprima mondiale nel palazzo della Cancelleria (piazza della Cancelleria, 1) fino al 31 ottobre, presenta oltre 450 reperti di una cultura neolitica, per la quale si può parlare di insediamenti proto-urbani. Una condizione sorprendentemente progredita, se paragonata a quella coeva del resto dell’Europa, ma ancora in gran parte avvolta nel mistero. Non è affatto chiaro il ruolo ricoperto da quei luoghi nella storia universale: potrebbero essere stati secondo alcuni studiosi il punto di partenza della civiltà mesopotamica dei Sumeri e c’è pure chi li mette in relazione con il mito di Atlantide. Non si conosce a tutt’oggi la lingua parlata, dalla quale potrebbe forse derivare l’indo-europeo. Quanto alla scomparsa di questa prima grande civiltà europea, si potrebbe ipotizzare un drastico peggioramento della situazione ambientale. Gran parte dell'esposizione è centrata sulle ricche e articolate produzioni ceramiche di numerosi siti, tra cui i due villaggi (Cucuteni in Romania e Trypillya in Ucraina) che hanno dato il nome convenzionale alla civiltà. Particolarmente originali sono le forme e le decorazioni dei vasi. Sapienti artigiani vi hanno raffigurato spirali dai brillanti colori e motivi simbolici. Le statuette maschili presentano volti allungati, dai lineamenti appena accennati e gli occhi cavi. Quelle femminili, più numerose, sono abbastanza aggraziate. Altri reperti in mostra vanno dal repertorio litico a quello metallico di armi e ornamenti, dai modellini di case ed altari alle immagini di culto. Per avere un quadro d’insieme della vita di quei popoli vengono proposte diverse ricostruzioni delle proto-città, che si estendevano per centinaia di ettari, con elaborate fortificazioni e abitazioni che vanno dalle capanne interrate ai fabbricati a due piani. Interessante appare la religione, con il culto per il Toro celeste e per il Fuoco. Come in tutto l'universo neolitico, era poi presente il culto della «Madre Terra», protettrice della fertilità. Orario 10-18 (lunedì chiuso). Ingresso gratuito.