Ragazze d’argento Si arrendono solo alla Polonia

Europei di volley: la squadra di Bonitta perde 3-1 la finale Le azzurre soffrono la potenza delle avversarie, resistono per tre set ma alla fine crollano

Francesco Rizzo

La regina non si tocca. E non basta un’Italia fino a sabato bella e irriverente per rovesciare l’Europa del volley rosa. La Polonia si conferma leader continentale battendoci 3-1 nella finale di Zagabria. È il secondo argento in quattro anni per le nostre, iridate in carica ma costrette a ballare la musica delle avversarie per quasi tutta la serata. Ci resta un secondo posto comunque da ricordare per vari motivi: il 3-2 con cui abbiamo esorcizzato il tabù-Russia, la scoperta della bimba d’oro Ortolani in un gruppo che ha lasciato a casa gente più celebre e navigata come la Piccinini, i picchi di oltre 3 milioni di spettatori per la semifinale sulla Rai. Peccato aver fallito l’ultimo esame.
Un equilibrio snervante, degno di un duello fra le uniche squadre imbattute, scrive il copione del primo set. Il principale pericolo risponde al nome di Dorota Swieniewicz, 33enne campionessa d’Italia con Perugia, una delle quattro avversarie che arricchiscono la nostra serie A: il suo impronunciabile cognome ricorre nel tabellino ma fiammeggia pure la formidabile Glinka, ex Novara e Vicenza. Il ct Bonitta risponde confermando il sestetto che ha dominato la semifinale, con la coppia di martelli Ortolani-Del Core che appare però in netta difficoltà: la Polonia riceve meglio, è più incisiva a muro (16-6 il conto finale) e risolve il parziale quando la Pycia stoppa Gioli per il 24-22 e un attacco out della Ortolani costa il 25-23 e l’1-0.
Camminano sui vetri le azzurre, proprio la Gioli scuote la compagna prima di un secondo parziale in cui, da una parte, ritagliamo uno dei rari break (6-9), dall’altra confermiamo di soffrire il servizio polacco, concedendo così la parità a quota 10. Le campionesse in carica mostrano la potenza della loro artiglieria, le nostre fanno una fatica tremenda, sembrano costrette a scavalcare le braccia delle rivali come un filare di alberi. Sul 17-15 Bonitta cambia: out la Ortolani, 18 anni, dentro la Rinieri, numero uno per presenze nella storia azzurra. La ricezione «balla» persino in una specialista come la Cardullo, eppure, aggrappate a una difesa disperata qui e a un contrattacco là, a un muro prima e un errore polacco poi, finalmente graffiamo: dal 23-19 risaliamo al 23-24. Due palle set non sono tuttavia sufficienti. E c’è pure la beffa, perché il 27-25 piove su un missile della Gioli che rimbalza sul libero polacco e cade nel nostro campo... Nella scia di una Togut (21 punti, miglior marcatrice) efficace anche in battuta, l’Italia rientra però nella terza frazione, chiudendo 21-25 con più cuore che continuità, benché Rinieri aumenti un poco l’equilibrio e la regista Lo Bianco aiuti Del Core a ritrovare fiducia. Illusione: quando si tratta di ottenere il tie-break, sbattiamo contro una squadra che ha ripreso fiato, difende, non soffre il nostro servizio, attacca a dovere per passare dal 12-11 al 25-18 con il ruggito di un leone. È tempo di spumante. Ma un bicchiere di consolazione il nostro volley lo merita. In un mese di Europei, chiudiamo con gli uomini d’oro e le donne d’argento.