Ratzinger teme la corsa al nucleare E sulla Shoah: un’immane tragedia

Andrea Tornielli

da Roma

Solo il riconoscimento della legge naturale «scritta nel cuore dell’uomo» da Dio permette la vera pace. Lo afferma Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2007, divulgato ieri, nel quale il Papa lancia un appello per il rispetto della libertà religiosa, denuncia le persecuzioni contro i cristiani, parla del mancato rispetto del diritto umanitario in Libano e condanna la corsa agli armamenti nucleari in atto in vari Paesi.
Per quanto riguarda il diritto alla libertà religiosa, Benedetto XVI scrive che esso è inalienabile. Un «preoccupante sintomo» di mancanza di pace nel mondo «è rappresentato - spiega - dalle difficoltà che tanto i cristiani quanto i seguaci di altre religioni» incontrano nel professare le proprie convinzioni religiose. «Parlando in particolare dei cristiani - continua Ratzinger - debbo rilevare con dolore che essi in alcuni Stati vengono addirittura perseguitati, e anche di recente si sono dovuti registrare tragici episodi di efferata violenza». «Vi sono regimi - aggiunge Benedetto XVI - che impongono a tutti un’unica religione, mentre regimi indifferenti alimentano non una persecuzione violenta, ma un sistematico dileggio culturale nei confronti delle credenze religiose». Il Papa definisce poi «inaccettabili» quelle «concezioni di Dio che stimolino all’insofferenza verso i propri simili e al ricorso alla violenza nei loro confronti. È questo un punto da ribadire con chiarezza: una guerra in nome di Dio non è mai accettabile!».
Papa Ratzinger accenna quindi alla guerra in Libano e al diritto umanitario, che non è stato rispettato in quel conflitto perché «l’obbligo di proteggere e aiutare le vittime innocenti e di non coinvolgere la popolazione civile è stato in gran parte disatteso». Benedetto XVI aggiunge quindi che la vicenda libanese «e la nuova configurazione dei conflitti, soprattutto da quando la minaccia terroristica ha posto in atto inedite modalità di violenza», richiedono che la comunità internazionale ribadisca il diritto umanitario «e lo applichi a tutte le odierne situazioni di conflitto armato, comprese quelle non previste dal diritto internazionale in vigore». «Inoltre - continua Ratzinger riferendosi alle violazioni dei diritti umani perpetrate anche dagli Stati occidentali nella lotta al terrore - la piaga del terrorismo postula un’approfondita riflessione sui limiti etici che sono inerenti all’utilizzo degli strumenti odierni di tutela della sicurezza nazionale».
Un altro paragrafo del messaggio è dedicato alla corsa al riarmo nucleare «manifestata di recente da alcuni Stati». «Ne è risultato ulteriormente accentuato - scrive il Pontefice - il diffuso clima di incertezza e di paura per una possibile catastrofe atomica. Ciò riporta gli animi indietro nel tempo, alle ansie logoranti del periodo della cosiddetta guerra fredda». Dopo aver ripetuto la condanna già pronunciata a suo tempo dal Concilio Vaticano II, Benedetto XVI parla di «ombre minacciose» che «continuano ad addensarsi all’orizzonte dell’umanità», e chiede che ci si impegni «con determinazione» per la diminuzione e il definitivo smantellamento» delle armi atomiche: nulla deve essere lasciato intentato, perché «è in gioco il destino dell’intera famiglia umana!».
Altri due temi toccati nel messaggio, sono la condizione della donna e l’ecologia. Per quanto riguarda il primo, il Papa parla dello «sfruttamento di donne trattate come oggetti» e delle «tante forme di mancanza di rispetto per la loro dignità», ma anche «alle visioni antropologiche persistenti in alcune culture, che riservano alla donna una collocazione ancora fortemente sottomessa all’arbitrio dell’uomo», e dice che non ci «si può illudere che la pace sia assicurata finché non siano superate anche queste forme di discriminazione». Sull’ecologia, invece, scrive: «L’esperienza dimostra che ogni atteggiamento irrispettoso verso l’ambiente reca danni alla convivenza umana, e viceversa. Sempre più chiaramente emerge un nesso inscindibile tra la pace con il creato e la pace tra gli uomini».
Ieri la sala stampa vaticana ha diffuso una nota in merito alla conferenza di Teheran che intende negare la realtà storica della Shoah. «Il secolo scorso - si legge nella dichiarazione è stato testimone del tentativo di sterminare il popolo ebraico, con la conseguente uccisione di milioni di ebrei. La Shoah è stata una immane tragedia, dinanzi alla quale non si può restare indifferenti». Per il Vaticano «il ricordo di quei terribili fatti deve rimanere un monito per le coscienze, al fine di eliminare i conflitti, rispettare i legittimi diritti di tutti i popoli, esortare alla pace, nella verità e nella giustizia». Ma il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha sponsorizzato la conferenza negazionista, ha chiuso ieri i lavori affermando che Israele scomparirà presto, «come l’Urss».