Come recuperare il ritmo cardiaco

All'Ospedale del Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli, si è discusso di cuore e, in particolar modo, della «Aritmologia interventistica, lo stato dell'arte e le nuove prospettive della resincronizzazione cardiaca». Il convegno si è svolto a «casa» del professor Raffaele Sangiuolo, direttore dell'unità operativa complessa di cardiologia, elettrofisiologia ed elettrostimolazione. Nel corso del dibattito è stato affrontato un tema di primario interesse, come la gestione del paziente sottoposto a procedure di aritmologia interventistica ed in particolare ad impianto di dispositivi per il trattamento dello scompenso cardiaco definiti pacemaker - defibrillatori, impiantabili di resincronizzazione. Questi pazienti necessitano di un'attenta valutazione. Il loro arrivo in ospedale, viene seguito inizialmente dal medico del pronto soccorso, per poi evolvere nella valutazione dell'internista, del cardiologo clinico e successivamente dell'aritmologo interventista. Una volta dimesso il paziente torna ad una gestione congiunta tra il medico di famiglia, il cardiologo ambulatoriale e lo specialista ospedaliero.
Il congresso è stato suddiviso in due parti: una teorica e un'altra di addestramento. Tra i partecipanti uno dei maggiori esperti a livello mondiale sulla terapia di resincronizzazione cardiaca, il dottor Antonio Curnis, responsabile del servizio di elettrofisiologia e cardiostimolazione degli «Spedali Civili - università di medicina e chirurgia di Brescia». Il dottor Curnis ha tenuto una lezione magistrale sulla resincronizzazione ventricolare nei pazienti con scompenso cardiaco in terza-quarta classe. Nel corso della giornata di studi, sono state rese note anche alcune cifre che riguardano lo scompenso cardiaco, l'evoluzione clinica di diverse comuni patologie, tipo la cardiopatia ischemica, le cardiopatie valvolari, le miocardiopatie. L'incidenza di scompenso cardiaco è di circa 2 milioni di casi l'anno nel mondo, oltre 470mila in Europa e quasi 100mila in Italia. Lo scompenso cardiaco è responsabile del 5-10% di tutte le ospedalizzazioni, risultando la più frequente causa di ricovero oltre i 65 anni di età.
Dai vari interventi è emerso che, nonostante la progressiva introduzione di nuovi farmaci, in grado di migliorare l'evoluzione della malattia e di aumentare la sopravvivenza, la maggior parte dei pazienti scompensati, rimane fortemente sintomatica, con una prognosi infausta, gravata da un'alta mortalità dovuta a morte improvvisa o a progressiva disfunzione ventricolare sinistra refrattaria. La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è attualmente il più efficace trattamento non farmacologico in grado di consentire il recupero di un'attivazione ventricolare più fisiologica, attraverso stimolazione indotta sia dal ventricolo destro che dal sinistro. La terapia di resincronizzazione cardiaca, in aggiunta alla terapia medica ottimale, si è dimostrata in grado di migliorare in maniera statisticamente significativa la qualità della vita e la funzione del ventricolo sinistro, dimostrando inoltre di riuscire a ridurre le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco del 52% e la mortalità del 35%.
Da circa tre anni è inoltre attivo nell'ambito del servizio di aritmologia interventistica un centro multidisciplinare per la diagnosi e la cura della sincope con esecuzione di test con lettino reclinabile per la diagnosi delle cause di sincope neuro mediata. A Napoli l'unità operativa complessa di cardiologia Fatebenefratelli si compone di 16 posti letto, di questi quattro letti di UTIC monitorizzati, controllati in centralina alla consolle, tutti corredati di assistenza respiratoria e 14 posti letto di degenza ordinaria di reparto. Tutti i pazienti dimessi da questo reparto, che si compone di dodici specialisti, diretto dal professor Raffaele Sangiuolo, sono seguiti, successivamente al ricovero, presso ambulatori dedicati, sia da un punto di vista clinico che diagnostico.
In particolare, questa unità ha come fiore all'occhiello una elettrofisiologia ed elettrostimolazione per la quale già da anni costituisce un punto di riferimento per tutti i pazienti con problemi aritmici e per gli ospedali vicini. Il reparto di cardiologia del Fatebenefratelli svolge una attività di ricovero sia in emergenza, attraverso il pronto soccorso sia in elezione per la diagnosi e la cura delle patologie cardiovascolari come l’angina pectoris, l’infarto del miocardio, lo scompenso cardiaco, le cardiopatie valvolari e le malattie del ritmo cardiaco. Nell’ambito della elettrofisiologia e della elettrostimolazione ogni anno al fatebenefratelli vengono svolte oltre 250 procedure di elettrofisiologia e circa 300 procedure di cardiostimolazione con impianti di pacemaker mono e bicamerali per il trattamento delle bradiaritmie e pacemaker - defibrillatori biventricolari per il trattamento dello scompenso cardiaco.
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