Regali di Natale ai vip della cultura

ASOR ROSA Alberto
Ha scritto Il grande silenzio, che sembra il nonno di Il grande freddo: anche qui la nostalgia è canaglia e in quanto tale fascistoide. Ma poiché ai nonni si deve sempre portare rispetto, ecco un pensierino: una boccetta di ormai quasi introvabile sbianchetto per rimediare ai piccoli buchi neri di un altro libro, la Storia europea della letteratura italiana, tipo confondere Malaparte con Maltese. «Mal» gliene incolse...

AUGIAS Corrado
Disputare su Dio e dintorni, come ha fatto con Vito Mancuso nel saggio omonimo, è pericoloso. Si rischia di tornare ai tempi di Telefono Giallo, con uno che fa irruzione in studio e, in diretta, ti accusa di aver copiato da un libro di Edward Osborne Wilson. Quindi accetti con non credente rassegnazione una Bibbia. Può sempre servire.

BARICCO Alessandro
Lo Stato non deve finanziare il cinema, pensi a tv e scuola: così si espresse il «magnifico rettore» (o preside che dir si voglia) della Scuola Holden. Dichiarazione che spiazzò molti suoi fan ai quali, sotto un velo di Seta, parve di scorgere il volto truce d’un Barbaro. Ma s’ingannavano, era sempre lui, come conferma il recente Emmaus. A proposito, e se ce la cavassimo con una cena?

BIGNARDI Irene
Forse era sbagliato il titolo. L’era glaciale, in tempi di global warming vero o presunto, non funzionava molto. Per fare un Paragone, sia detto senza offesa, sarebbe come chiamare In santa pace un talk show dove dibattano lefebvriani e imam radicali. Che ne dite di una bottiglia di whiskey come si deve? Magari si scioglie un po’.

BONDI Sandro
Le sue lettere a margine delle polemiche culturali hanno un tono didascalico, quasi da filologo. Il ministro che sussurra ogni tanto dovrebbe picchiare i pugni sul tavolo, o almeno alzare un po’ la voce. In un negozio molto chic di modernariato (il Nostro lo chiamerebbe, giustamente, robivecchi) abbiamo trovato un dittafono. La manopola del volume non funziona, perciò bisogna urlare. Onorevole, faccia finta di essere Sgarbi.

D’ADDARIO Patrizia
Per gradire, il presidente ha gradito. E ha anche consentito. Ma Gradisca presidente, opera prima e ovviamente attesissima (la cui presentazione, in programma il 15 scorso, è stata annullata per motivi ancor più ovvi) non sta facendo sfracelli in libreria (vedi articolo apposito in questa sezione). Signora, gradisca, come capo del Suo ufficio stampa, il dottor Michele Santoro.

DE MAURO Tullio
Giuria a rotazione e lettori forti: ed ecco a voi l’operazione «Strega trasparente» messa a punto dal direttore della «Fondazione Bellonci». Facile a dirsi. Ma chi lo va a spiegare agli Amici e agli amici degli Amici (e qui ci vorrebbe a corredo quel famoso gesto circolare con la mano...)? Per il professore stiamo or ora impacchettando un regalo più realistico: il gioco dell’oca. Possono partecipare tutti, basta che si portino i dadi da casa.

MAGRIS Claudio
«Non posso mica regalargli l’ennesima cravatta», pensano milioni di mogli in questo periodo. Ma puntualmente a Natale milioni di mariti si trovano fra le mani... l’ennesima cravatta. La cravatta sta agli uomini normali come il premio letterario sta a Claudio Magris. E allora vogliamo esagerare: gli regaliamo il premio Nobel. L’unico che gli manca. È come la regimental, sta bene con tutto.

MAZZANTINI Margaret
Appena agguantato il «Premio Campiello», ebbe a questionare con un membro della cosiddetta (molto «cosiddetta», secondo lei) «giuria di qualità» (l’altra giuria, quella che per logica dobbiamo chiamare «scadente» non era schierata sulle poltrone della «Fenice»). Le invieremo quindi una copia di La donna senza qualità, di Roberta Musa, una scrittrice esordiente.

MOZZONI CRESPI Giulia Maria
Dopo alcuni decenni, meno di un mese fa ha lasciato la presidenza della sua creatura, il Fai (Fondo per l’ambiente italiano). Ci piacerebbe tanto regalarle un bel paesaggio ma, guardandoci intorno, non ne vediamo, almeno qui a Milano. Quote del Giornale, non se ne parla nemmeno. Si accontenterà di una stampa antica, di quelle dove i Navigli sembrano l’Arcadia?

RESCA Mario
Il supermanager dei Beni culturali è duro da digerire, per molti stomaci delicati. Come un super-mega-ultra paninozzo della ben nota catena di fast food, inondato di salsine assurde. Visto che di fast food il Nostro s’intende molto, essendo stato a capo di McDonald’s Italia, può essergli utile un barile di citrosodina, così da offrirne un cucchiaino a ogni nemico, come biglietto da visita.

SAVIANO Roberto
Qui è facile. Un sosia. Che gli dia il cambio fra un’ospitata, un convegno, un premio, una laurea honoris causa, una lectio magistralis, un’audizione in Parlamento, un discorso alla nazione etc. etc.

SCARPA Tiziano
Superior stabat lupus... anzi Stabat mater. Inferior agnus... anzi Il bambino che sognava la fine del mondo. E, proprio come un bambino cui il portinaio ha bucato il pallone, Antonio Scurati la prese malissimo, per colpa di uno «Strega» cattivo. Ancor più cattivi quelli che fecero notare l’assonanza dell’opera scarpiana con il romanzo Vivaldi’s Virgin di Barbara Quick e con il racconto Lavinia fuggita, di Anna Banti. Al veneziano Scarpa, un dono banale ma di qualità: il cd delle Quattro stagioni del veneziano Vivaldi.

SCURATI Antonio
Come dicevamo, la prese malissimo. Non sappiamo se sia tifoso di calcio, ma certo l’allenatore che più gli si avvicina è Mourinho. Come lui, si considera uno Special One. Dopo essersi autocandidato vincitore allo «Strega» e dopo aver visto letteralmente la fine del mondo per un misero punticino di distacco, inveì contro chi gli aveva bagnato il naso dandogli del «buffone di corte 2.0», cioè, per i digiuni di tecnologia informatica, del super buffone. Siccome il Nobel andrà sotto un altro albero (vedi infra), si accontenti di un autografo del popolare Mou.

SETTIS Salvatore
Elementare, a lui tocca il papiro di Artemidoro, sul quale il direttore della Normale di Pisa ha scritto un libro. Così il preziosissimo reperto (secondo alcuni uno dei falsi più preziosi della storia), nel suo salotto tornerà a essere un normale pezzo pregiato e la smetterà di spuntare dalle pagine culturali di tutta Italia almeno una volta al mese.

VOLO Fabio
Lo Zarathustra di Calcinate ha ben presente, a differenza di altri suoi colleghi televisivi o letterari, un concetto fondamentale: non è importante sembrare dei geni per dire cose che sembrano intelligenti. Oggi épater les bourgeois sarebbe inutile, oltre che impossibile. «Spesso i simpatici sono insopportabili», afferma il simpatico Fabio. Sottoscriviamo e sotto l’albero gli mettiamo un sacco di carbone, per scaldare la sua prosa.