La Regione affonda i porticcioli turistici

L’ex assessore di Forza Italia Orsi: «Questo è centralismo Il disegno va applicato o cambiato in aula»

Paola Setti

Per la serie: quando gli omissis contano più delle parole, sugli schermi della Regione andrà in onda a breve il futuro dei porticcioli liguri. Il punto è che nel programma che il presidente della giunta Claudio Burlando ha presentato al consiglio non si fa cenno alle sorti dei posti barca in riviera. Quattordicimila, che secondo il Piano della costa dovrebbero diventare ventiseimila, quasi il doppio. Ma nelle dichiarazioni di esponenti della maggioranza appare chiara la linea: modificare l’impianto del disegno generale, con brusche frenate anche ai progetti già avviati.
Era già stata una faticaccia vararlo, il Piano. Messo a punto dalla giunta di centrosinistra, presidente Giancarlo Mori, era stato bloccato dal veto di Rifondazione comunista. Quando toccò a Sandro Biasotti governare, il piano venne approvato, dopo qualcosa come nove anni di stop and go. Obiettivi principali: l’aumento dei posti barca e la realizzazione di un sistema di porticcioli liguri. Era il 2000. Nello stesso anno, subito prima delle elezioni, Rifondazione aveva siglato l’accordo con l’Ulivo in base ad alcuni punti chiave. Fra questi, appunto, il no al Piano della costa.
Adesso che il centrosinistra è tornato alla guida della Liguria il partito di Bertinotti rilancia: «È chiaro che la nostra posizione non è cambiata - avverte il segretario ligure e consigliere regionale di Rifondazione, Giacomo Conti -. Dalla giunta ci aspettiamo una proposta diversa e in questo senso ci rassicurano le recenti prese di posizione dell’assessore alla Pianificazione, Carlo Ruggeri». Lui, Ruggerio, un bel giorno è tornato nella sua Savona, ha fatto un sopralluogo ai porti turistici di Margonara, Spotorno-Noli, Albenga, Varazze e poi ha detto chiaro che «i progetti sono nati da un Piano della costa datato, fatto quando sembrava necessaria una grande espansione dei posti barca». Poi ha aggiunto che non tutto è perduto, «possiamo ancora tornare indietro e preservare la nostra costa». Inclusi i progetti in corso. Fra i sicuramente bocciati, ha lasciato intendere Ruggeri, c’è Varazze, dove pure sono già stati aperti i cantieri. Fra i forse promossi, a partto che il progetto venga riformulato, resta invece la Margonara, che con i suoi 750 posti tra Albisola e Savona non incide troppo sull’ambiente. Non sembrano aver passato l’esame invece i nuovi insediamenti di Spotorno-Noli e Albenga. Dice Ruggeri che l’ultima parola spetta in ogni caso ai Comuni. Peccato che, fa notare l’ex assessore oggi vicepresidente del consiglio regionale, Franco Orsi, Forza Italia, i Comuni abbiano già dato il via al piamno della Costa. «Certo, alcune amministrazioni, come quelle di Noli, Spotorno e Ospedaletti, dopo il cambio di sindaco hanno bloccato i progetti. Ma il piano non si può fermare: se la giunta Burlando vuole modificarlo, sappia che deve passare attraverso il consiglio regionale».
E poiché i porticcioli a rischio sono tanti anche a Levante, Orsi chiede chiarezza: «Desideriamo conoscere che cosa vuol fare la nuova maggioranza, perché l’annunciata virata della Regione su progetti inseriti nel Piano della costa su richiesta dei Comuni stessi la dice lunga sul principio di sussidiarietà che Burlando aveva annunciato come metodo di rapporto con gli enti locali». Tanto più che, da Varazze, anche l’ex sindaco Giovanni Busso ha fatto sentire la propria voce, all’urlo di: «Questo è centralismo di antica memoria».
Nota di colore: il decreto che regola la realizzazione dei porticcioli porta proprio il nome di Burlando.