Un registratore capterà i suoni della natura

C'è un suono, il «canto della natura», che a Montecristo può essere studiato. Sulla scorta di quanto avvenuto già con successo nella riserva naturale integrale di Sasso Fratino, nell'Appennino Tosco-Romagnolo, il progetto (che partirà a breve, grazie a una collaborazione con l'Università di Pavia) prevede l'utilizzazione di registratori in grado di captare il paesaggio sonoro dell'Isola e isolare così i segnali acustici e ultrasonici tipici delle specie presenti. Grazie alla bioacustica verranno raccolti dati che consentiranno di descrivere il paesaggio sonoro e valutare la ricchezza della biodiversità acustica. Da questo punto di vista, senz'altro originale, Montecristo rappresenta un'ottima opportunità per il mondo della ricerca. L'isola infatti diventa area di studio per molte specie di uccelli migratori ma anche dell'avifauna, sia sedentaria sia di passo, e della chirotterofauna, ovvero i pipistrelli.

Ma vediamo più in dettaglio cosa prevede la ricerca. I registratori saranno montati su un albero o un palo a circa due metri di altezza e posti in siti che garantiscono la maggior ricchezza di specie, al riparo dal vento. Saranno operativi per tutto il corso dell'anno e potranno essere mantenuti stabilmente in uno stesso luogo, oppure spostati periodicamente per individuare le zone più ricche e idonee per un monitoraggio a lungo termine.

Per l'avifauna di passo, i siti dovranno essere scelti in ambienti più aperti dove gli uccelli migratori possono più facilmente essere intercettati e dove possono fermarsi per sostare e alimentarsi. Per i pipistrelli dovranno essere individuate zone idonee, se conosciute, oppure si dovranno spostare i registratori in aree diverse ogni 15 giorni, mantenendo il ciclo di 45 giorni per il cambio batterie e memorie. Questi registratori sono programmabili per captare solo di notte e solo quando vi sono i segnali ultrasonici tipici dei pipistrelli (ma registrano anche nel caso vi siano ortotteri che producono segnali che si estendono nella gamma ultrasonica).

A Montecristo non mancano poi studi sulla datazione dei monumentali esemplari di leccio della Cima dei Lecci, svolta in collaborazione con l'Università degli Studi della Tuscia.