Renoir, Bacon e i macchiaioli: week end al museo

Le città d'arte italiane ospitano mostre di vivace importanza culturale

Milano - Dal periodo di ingres di Renoir, fortemente influenzato dal Rinascimento italiano, ai macchiaioli delle collezioni di Mario Taragoni, fino al grande ritorno di Bacon nelle sale di Palazzo Reale a Milano. Le città d'arte italiane ospitano mostre di vivace importanza culturale. Ecco le principali.

Roma, Renoir e il fascino dell'antica Roma
Inaugura oggi, nel Complesso del Vittoriano, la mostra dedicata a Pierre Auguste Renoir. Un'esposizione di opere in cui si evidenzia l'importante rapporto dell'artista. Proprio quando, sul finire dell'Ottocento, si trovava nel Bel Paese, il pittore impressionista francese fu influenzato dalle opere d'arte dell'antica Roma e del Rinascimento che gli ispirarono molte suoi capolavoriLe 130 opere esposte, provenienti da importanti musei pubblici e collezioni private internazionali, raccontano proprio quel periodo di ingres, quando dopo un viaggio in Italia nell'autunno del 1881 rimase talmente affascinato dalle opere di Raffaello da abbandonare l'impressionismo per uno stile più duro, più concentrato sulla linea e che desse maggior risalto ai contorni. "Avevo spremuto l'impressionismo quanto più potevo ed ero giunto alla conclusione che non sapevo né disegnare né dipingere - aveva detto il pittore - in una parola, l'impressionismo era, per quanto mi riguardava, un vicolo cieco". Come spiega la curatrice della mostra, Kathleen Adler, l'Impressionismo fu per l'artista francese un periodo molto importante e fertile di capolavori, ma anche breve se si considera l'estesa esperienza artistica di questo personaggio.

Bacon, l'ultimo grande maestro del Novecento
A Milano fa il suo ritorno Francis Bacon con una mostra allestita a Palazzo Reale. Artista che ha saputo interpretare le universali inquietudini del suo secolo, l'esposizione anticipa i futuri omaggi al grande artista che saranno resi nel 2009, centenario della sua nascita, dalla Tate di Londra, dal Prado di Madrid e dal Metropolitan di New York. Il nucleo dell'esposizione prevede la selezione di più di cento opere quasi tutte inedite per l'Italia. Un percorso completo che parte dai primi dipinti realizzati negli anni Trenta, che rivelano un Bacon ancora alla ricerca di un linguaggio personale ma già attratto dalla deformazione e dall'ambiguità delle figure riprodotte, fino agli ultimi grandi trittici, in particolare quelli dedicati al compagno John Edwards, nei quali il tormento esistenziale dell'artista sembra intravedere orizzonti di una sofferta serenità. Nel percorso di Palazzo Reale si attraversano le fasi più salienti della pittura di Bacon, con opere provenienti dalle collezioni pubbliche e private più notevoli del mondo. Il fulcro della mostra è sicuramente l'insieme di una sessantina di opere quasi tutte inedite per l'Italia. Tra gli altri, alcuni dipinti degli anni Trenta che rivelano la ricerca sul linguaggio condotta da Bacon, attratta dall' ambiguità delle forme riprodotte. La mostra ha inizio con un gruppo di opere su carta di grande rilevanza, ritrovate soltanto dopo la morte dell'artista e finora mai presentate in Italia. Il percorso prosegue con i dipinti del primo dopoguerra, la serie delle Teste (1949), i dipinti che affrontano la tematica dei papi e poi ancora i ritratti degli anni Cinquanta e del decennio successivo. Degli anni '70 sono esposti i grandi trittici, che evidenziano l'esasperante attenzione rivolta al soggetto. Infine, le produzioni degli ultimi anni e la loro predilezione per il racconto. L'allestimento della mostra è molto essenziale e minimalista, questo per esaltare maggiormente le opere di Bacon, senza essere distratti, ma "immergendosi" a pieno nell'arte.

I macchiaioli nelle collezioni di Taragoni
L'istituto veneto di scienze lettere ed arti di Venezia ospita nel Palazzo Cavalli Franchetti una mostra affascinante dedicata ai macchiaioli tramite la ricostruzione dalla inestimabile collezione d'arte dell'Ottocento appartenuta a Mario Taragoni. Sono presenti numerosi capolavori dell'Ottocento di proprietà dell'economista, grande collezionista d'arte, uomo di cultura, Mario Taragoni, che aveva collezionato tra gli anni trenta e gli anni settanta una magnifica raccolta di opere dei macchiaioli affidandosi per gli acquisti agli autori della letteratura artistica e non, come usuale, seguendo le indicazioni dei mercanti d'arte. La mostra ricostruisce un periodo nella sua complessità, permettendo ai visitatori non solo di ammirare la bellezza di dipinti di qualità eccezionale, ma anche di leggere la personalità di chi l'ha organizzata e, di riflesso, la cultura del suo tempo. Taragoni scelse con molta attenzione le opere dei macchiaioli, prediligendo i dipinti che più riuscivano a toccare il suo animo, era indifferente alle mode, ma sicuramente sempre molto attento alla situazione sociale e culturale della sua epoca che era segnata da eventi drammatici.