La repressione azera arriva in Bielorussia

Il blogger russo-israeliano Alexander Lapshin è in carcere a Minsk dal 13 dicembre per aver viaggiato in Karabakh e aver criticato il presidente azero Aliyev. Rischia l'estradizione.

Avrei potuto esserci io, in quella prigione a Minsk. Non solo io. Avremmo potuto esserci in tanti: sono oltre 180 i giornalisti stranieri dichiarati non graditi dal regime dell’Azerbaijan. Tanti anche gli italiani, fra cui alcuni nomi molto noti, come Mirella Gabanelli di Report. Una piccola macchina da guerra, quella messa in piedi da Baku, composta da giornalisti prezzolati, troll, hacker di stato e funzionari zelanti, attiva per colpire la stampa locale (l’Azerbaijan è agli ultimi posti al mondo per la libertà di stampa) ma anche i giornalisti stranieri che osano mettere il naso nei suoi affari.

Avrebbe potuto capitare a me o ad altri, dicevo. Invece è toccato ad Alexander Lapshin. Il blogger con doppia cittadinanza russa e israeliana è in carcere a Minsk dal 13 dicembre per essere stato in Nagorno-Karabakh, regione dell’Azerbaijan in mano agli armeni dagli anni novanta, e aver osato criticato nei suoi post il presidente azero Aliyev, la cui famiglia è al potere dal 1969. Nessun’altra accusa, neppure fabbricata ad arte, come capita in questi Paesi. Una storia che ha dell’inverosimile, se non fosse che Lapshin rischia pure di peggio. Nonostante la diplomazia israeliana e russa stiano tentando di scongiurarlo, gli azeri continuano a insistere per l’estradizione e per metterlo sotto processo a Baku.

«Gli azeri voglio fare di Lapshin un esempio», ha dichiarato un diplomatico israeliano rimasto anomino al quotidiano Haaretz. L’arresto di Lapshin in Bielorussia è avvenuto il giorno dopo la visita di Benjamin Netanyahu in Azerbaijan. Neanche gli ottimi rapporti fra Baku e Tel Aviv sono finora bastati per far rilasciare il blogger. Sul caso è intervenuto oggi anche il ministro degli esteri russo Lavrov, che ha dichiarato: «Siamo contro la criminalizzazione di giornalisti o individui che visitino un territorio». Un chiaro riferimento al Nagorno-Karabakh, regione ufficialmente dell’Azerbaijan, ma dichiarata indipendente dagli armeni, pur senza alcun riconoscimento internazionale. Un intervento, quello di Lavrov, che potrebbe essere determinante, data la notevole influenza di Mosca sulla Bielorussia.

Alexander Lapshin, 40 anni, è un blogger di viaggio molto noto nel mondo russo. Sul suo blog, che ha un notevole seguito di lettori, ha raccontato con testi e foto i suoi viaggi in oltre 120 Paesi. Non si occupa di politica, non ha denunciato gli scandali finanziari del presidente azero o violazioni dei diritti umani, come molti suoi colleghi finiti in carcere a Baku. Eppure, è da oltre un mese sospeso nel vuoto, chiuso in una prigione in attesa di sapere se potrà tornare a casa, o sarà deportato e messo sotto processo in Azerbaijan.