La Resistenza tedesca secondo Hans Fallada

Esce per Sellerio il romanzo «Ognuno muore solo» che racconta una vicenda realmente accaduta e documentata dagli archivi della Gestapo. Al centro della trama due genitori che cercano di invitare il popolo a ribellarsi a Hitler ma vengono catturati e condannati

Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Ditzen, è uno degli autori più prestigiosi del neorealismo weimariano e il suo «Ognuno muore solo» è soltanto l'ultima sua fatica conclusa alla fine del 1946, solo pochi mesi prima della morte, avvenuta a soli 54 anni. Ora il volume esce per i tipi di Sellerio (pp.740, 16 euro), una novità assoluta per l'Italia. Si tratta di un romanzo particolarissimo perché scritto in soli 24 giorni dall'autore a dispetto della ingente mole di pagine attraverso le quali viene narrata la vicenda. Una storia particolare perché rappresenta un misto di realtà e fantasia.
L'ossatura dell'intreccio è infatti basato su fatti reali testimoniati dagli atti della Gestapo sull'attività illegale svolta tra il 1940 e il 1942. Anche i protagonisti, Anna e Otto Quangel, casalinga lei e caporeparto lui, sono realmente esistiti così come reale è il contesto della Germania nazista all'interno della quale si svolge la storia. Invenzione è tutto il resto perché, in generale, il romanzo è da sempre in buona parte frutto dell'invenzione della mente creatrice dello scrittore. Hans Fallada (pseudonimo che nasce dalla mutazione di due nomi legati al mondo dei fratelli Grimm) è autore già affermato, nonostante marcatamente e apertamente noto come antinazista, che mai si decise ad abbandonare il suo Paese.
La vicenda illustra infatti il caso della coppia dei Quangel che assistono alla partenza del figlio per il fronte e intrattengono con lui una fitta e reciproca corrispondenza. Ma quando questa si interrompe a causa della morte in guerra, i due genitori, precipitati nel più profondo dolore, iniziano un percorso di critica sociale e politica, finendo per tentare di ordire una sorta di trama rivoluzionaria cercando proseliti per una ribellione al regime del Fuhrer. Lo faranno attraverso una distribuzione di cartoline capillarmente condotta negli stabili di Berlino, dove vivono, forse consapevoli che l'inganno non sarebbe potuto rimanere nell'ombra. La coppia di «sovversivi» viene infatti scoperta e attraverso un lungo processo documentato da atti tuttora esistenti in Germania, vengono condannati alla decapitazione.
Al di là dell'immenso valore letterario dell'opera di uno scrittore conosciuto in Italia soprattutto per il romanzo «E adesso pover'uomo?», «Ognuno muore solo» rappresenta il libro di maggiori pretese di Fallada e al tempo stesso costituisce la più importante testimonianza che ci è rimasta sulla resistenza all'interno della Germania nazista.