La rete sociale fa il pieno di utili

da Milano

Se fino a qualche tempo fa il fenomeno web sotto gli occhi di tutti era costituito dai Blog, oggi il panorama si fa decisamente più complesso e variegato con l’affermazione dei cosiddetti siti di Social Networking.Per inciso le reti sociali non sono un argomento del tutto nuovo, la loro base teorica e lo studio che ne consegue trova spazio nella cosiddetta social network analysis (SNA), ovvero analisi dei reticoli sociali. Alla base di tali teorie c'è la regola del 150, ovvero secondo cui le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri.Una regola, ben inteso, che sembra essere stata sfatata dal successo che proprio il social networking sta riscuotendo in internet con siti che raccolgono migliaia di iscritti. Come MySpace.com, con i suoi 54 milioni di contatti annuali o Classmates.com, con 14 milioni. Un trend in crescita che attira sempre di più l’interesse degli investitori pubblicitari. Infatti, secondo una ricerca di EMarketer, le aziende americane hanno investito, nel 2006, 280 milioni di dollari di pubblicità proprio in siti di Social Networking.
Una cifra destinata a crescere, secondo le stime, fino a 1,9 miliardi di dollari entro il 2010, ovvero il 6.3% della pubblicità totale. Già, ma quali sono le caratteristiche di un sito di social networking? Si tratta di uno spazio di aggregazione che nasce con lo scopo di raccogliere persone che abbiano in comune lo stesso interesse, che finisce per rappresentare la «bandiera del sito». Da un punto di vista strettamente tecnico si individuano almeno un paio di interessanti analogie: la prima è senz’altro con i blog di cui rappresentano, di fatto, una versione allargata. Il blog è il diario personale scritto da una persona, il sito di social networking e scritto e sviluppato da più persone che sono state ammesse proprio da colui che l’ha creato. Questo consente di generare una fitta rete di contatti che convergono su argomenti ben precisi comuni a tutti i partecipanti. L’altra analogia è con i meccanismi dei client di Istant messaging come, ad esempio, Msn Messenger in cui la rete delle persone che chattano è in qualche modo chiusa e ristretta solo a quelli che si conoscono e hanno scambiato reciprocamente gli account. I precursori di social networking sono stati siti come www.friendster.com o tribe.net. Il primo è un classico sito di condivisione di rapporti e amicizie, il secondo, invece, una raccolta di temi ognuno dei quali conta i suoi iscritti e, al suo interno, ulteriori suddivisioni. Una meccanismo di «scatole cinesi» in cui, ad esempio, gli appassionati di Mac/Apple, possono aderire al sito generalista per poi registrarsi nei siti correlati e più specifici dedicati a Photoshop, iTunes, Server e via dicendo. Tuttavia il Social Networking trova applicazioni anche nella creazione di modelli di business come avviene nel sito www.ecademy.com che nasce proprio per cercare di fare confluire, al suo interno, opportunità di contatto tra persone che vogliono «fare affari». Gli ambiti di applicazione del Social Networking sono quindi infiniti, qualsiasi argomento può rappresentare la «costola» da cui fa nascere e sviluppare una comunità sempre più numerosa, senza limiti. Infatti, iscritto dopo iscritto, può idealmente arrivare a comprendere tutta la popolazione del mondo, proprio come prospettato nella famosa teoria dei sei gradi di separazione del sociologo Stanley Milgram (1967), la cui validità anche su Internet è stata recentemente dimostrata dai ricercatori della Columbia University.