La ricerca scientifica è seconda solo all’arte

Secondo soltanto alla voce arte e cultura, è un settore di intervento primario per le Fondazioni di origine bancaria, che su di esso nel 2007 hanno concentrato il 14,4% delle risorse, oltre 250 milioni di euro, ben il 44 per cento in più rispetto all’anno precedente. La ricerca scientifica riveste un’importanza strategica ma nonostante ciò gli investimenti pubblici scarseggiano: il nostro Paese vi destina annualmente non più del’1,1% del Pil, contro il 2% della media europea, il 3,2% del Giappone e il 2,6% degli Stati Uniti.
Negli anni le Fondazioni hanno rafforzato l’impegno in questo campo, in linea con l’obiettivo di sviluppo del territorio che si lega all’occupazione più qualificata. «I fondi - spiegano all’Acri - sono serviti per creare centri di eccellenza e laboratori e a coprirne i costi di gestione, mettere in rete gli enti di ricerca del territorio, sostenere specifici progetti attivando borse di studio, e fornire attrezzature e strumenti». Un contributo fattivo anche nel contrastare la fuga di cervelli, ambito in cui vantiamo il poco onorevole primato continentale: ogni anno circa il 5% dei nuovi laureati italiani, soprattutto specializzati in materie scientifiche e in nuove tecnologie, accanto a medici, informatici ed economisti, lascia il Paese per andare a lavorare all’estero.
Così, le Fondazioni rilanciano. Due delle iniziative più recenti si concentrano sulle nanotecnologie: dieci milioni di euro in tre anni per la joint venture Siena Nanotech attivata dalla Fondazione Monte dei Paschi e la Normale di Pisa, mentre l’incubatore nanotecnologico voluto dalla Fondazione Carisbo promette di catalizzare lo sviluppo di un distretto nanotech a Bologna. Sul versante della ricerca medica, la Fondazione Cariplo ha impegnato 12 milioni di euro per un progetto di Network operativo per la biomedicina in Lombardia, a Modena la locale Fondazione ha inaugurato il nuovo Centro di medicina rigenerativa «Stefano Ferrari», che studia le applicazioni delle cellule staminali adulte (settore sostenuto anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni con la creazione di un centro di ricerca dedicato) e a Padova la Fondazione Cariparo ha promosso uno stanziamento di 6,5 milioni diretto in particolare alla ricerca in campo biomedico.
E nuovi interventi si aggiungono da parte di Fondazione Cassamarca, che a Treviso ha avviato un Centro di alta ricerca genetica e biotecnologica, di Fondazione Casse di risparmio umbre con un progetto nel campo della prevenzione dei terremoti.