La richiesta di sicurezza sempre più presente nelle famiglie italiane

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un’elevata volatilità dei mercati finanziari, che hanno contribuito a creare nei risparmiatori un sentimento di diffusa avversione al rischio.
Tale situazione ha reso gli investitori molto incerti, penalizzando, alla fine, i risparmiatori stessi. Occorre quindi fare chiarezza su quali siano le dinamiche sottostanti al comportamento degli investitori. Un valido supporto all’analisi del comportamento dei risparmiatori proviene dallo studio annuale di Eurisko, l’«Osservatorio sui risparmi delle famiglie». Dall’analisi emerge che l’evoluzione della cultura finanziaria delle famiglie italiane negli ultimi vent’anni è avvenuta con un andamento ciclico.
Prudenza, scarsa propensione al rischio e alla delega, tendenza alla liquidità, diffidenza verso le architetture più evolute e meno comprensibili nell’immediato, formano gli ingredienti di una corrente di «antifinanza» che che si è visto prendere forma dopo il tramonto delle speranze sul risparmio gestito, e che ha portato gli italiani a ridurre complessivamente la dimensione degli investimenti.
I dati indicano che dal 1999 al 2007 la quota delle famiglie che risparmiano è rimasta sostanzialmente invariata.
L’impressione generale che si ricava dalla lettura d’insieme dei modelli di economia domestica delle famiglie italiane per quanto riguarda la vita quotidiana (risparmi, spese, strumenti di pagamento, credito al consumo, rate di mutuo) non è certamente quella di un mondo prossimo al collasso e in difficoltà insormontabili: i consumi nel 2007 sono aumentati dell’1,8% (contro una media europea dell’1,6%), mentre la propensione all’acquisto nei prossimi 12 mesi rimane pressoché immutata.
D’altra parte l’elevata volatilità che si è registrata sui mercati finanziari ha provocato un aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori.
Il quadro così delineato, fornisce un’indicazione operativa molto chiara: a fianco di una richiesta di rendimenti positivi (e cioè di un guadagno, che caratterizza da sempre l’aspettativa degli investitori) c’è una forte richiesta di sicurezza.