Come ridurre i costi dal dentista

Una delle più appassionanti sfide della moderna medicina consiste nella rigenerazione dei tessuti: grazie alle biotecnologie molte specialità mediche cominciano a sfruttare questa possibilita terapeutica, tra queste anche l'odontoiatria ed in particolare l'implantologia. Ne parliamo con Francini Naldi, implantologo a Firenze, Milano, Roma e Udine (info@efran.it).
«Nuovi orizzonti si stanno aprendo con la possibilità di rigenerare il tessuto osseo nella sede anatomica desiderata senza il ricorso a prelievi ossei ed innesti, procedure chirurgiche che presentano sempre un grado di rischio e soprattutto disagio per il paziente. Le tecniche della moderna ingegneria tissutale - precisa Francini Naldi - possono prevedere la rigenerazione in vivo cioè direttamente sul paziente, oppure la produzione in laboratorio di un tessuto che verrà impiantato. Questo per merito di specifici fattori di crescita ossei, che hanno la capacità di indurre le cellule del paziente a trasformarsi in osteoblasti e a produrre quindi nuovo osso. Il maggior ostacolo alla diffusione di queste metodologie è però ancora il costo. Nel primo caso possono venire utilizzati specifici fattori di crescita ricombinanti come le proteine morfogenetiche ossee (Bmp), che sono applicati localmente e inducono cellule ossee progenitrici del paziente a trasformarsi in osteoblasti, cellule specializzate nel produrre nuovo osso». L'impegno di Francini Naldi nella ricerca di soluzioni protesiche innovative e poco costose è stato sottolineato dal Daily Express che lo ha coinvolto in un programma per edentuli in Gran Bretagna. In Europa, sono oltre 28 milioni i cittadini totalmente privi di denti, rappresentano il 6-10% della popolazione, in Italia sono 4-5 milioni. Il 30% di chi si reca dal dentista.
«La parte finanziaria probabilmente è uno dei più grandi problemi dell'implantologia. I costi delle riabilitazioni superano le possibilità dei pazienti, che sono costretti a ricorrere a soluzioni non fisse e certamente meno soddisfacenti, solo per mancanza di disponibilità. Vi sono però nuovi tipi di impianti e moderne soluzioni chirurgiche, che consentono - precisa Francini Naldi - di far arrivare l'implantologia anche a coloro che fino a ieri non potevano permettersela. Un esempio è la procedura All On Four, messa a punto dal professor Paulo Malo e commercializzata da Nobel Biocare, azienda svedese leader nel mondo in implantologia, che si applica in coloro che sono completamente, o quasi, privi di denti in una delle due arcate o in entrambe. Consiste nell'inserire quattro impianti in posizioni ed inclinazioni ben precise e studiate attraverso l'esame di una TAC, e a questi collegare una protesi fissa. In una riabilitazione di questo tipo si adotta, con le procedure tradizionali, un numero di impianti che varia da sei a otto per arcata per ottenere complessivamente dieci o dodici denti, sempre per arcata: l'esser riusciti a ricavare la stessa stabilità con soli quattro impianti e l'uso di materiali alternativi alla ceramica, permette di diminuire in modo sensibile il costo del lavoro. Si può scegliere se ricorrere alla tradizionale incisione della gengiva, che verrà poi suturata, o se procedere sotto la guida di una mascherina chirurgica, ricavata dallo studio al computer dei dati della TAC. In questa seconda eventualità non vi sarà il taglio del lembo gengivale e la necessità del periodo di guarigione. Inoltre con questa tecnica, si potrà inserire, in casi adatti e attentamente selezionati, la protesi fissa nello stesso giorno, con la procedura detta del carico immediato, che esenta il paziente dall'attesa dell'integrazione ossea degli impianti, che è mediamente di sei mesi per l'arcata superiore e di quattro per l'inferiore, consentendogli di uscire dallo studio già con una protesi che permette la piena funzionalità. Ma per una terapia ottimale conclude il dottor Francini Naldi, «è essenziale la qualità del rapporto medico-paziente. Riuscire a stabilire una giusta empatia con chi si sta curando è forse la dote più importante di un terapeuta, sicuramente è un aiuto fondamentale per ogni paziente».