Il rilancio di Civitavecchia: è la capitale delle crociere

Andrea Cuomo

Per i romani fino a qualche tempo fa era sinonimo di cantieri, piattaforme petrolifere e traghetti per la Sardegna. Oggi però Civitavecchia significa anche crociere. Il porto a Nord di Roma è infatti il primo porto in Italia per le crociere e il secondo in Europa dopo Barcellona e con la serissima intenzione di superare anche la metropoli catalana e di acquisire la leadership continentale.
Un risultato importante, che da un lato è significativo per l’economia civitavecchiese e dà un segnale di riconversione del porto laziale e dall’altro testimonia della sempre maggiore attrazione dei romani per la crociera, un tipo di vacanza che, se qualche tempo fa era considerato «vecchio», oggi è trendy e modaiolo.
Il successo di Civitavecchia come scalo di navi da crociera è testimoniato dalle cifre degli ultimi dieci anni: se nel 1995 sbarcavano a Civitavecchia 50 navi l’anno, nel 1999 si era già a 300 e nell’anno in corso si raggiungerà quota 960, e l’anno prossimo si sfonderà quota mille. Cresce in modo esponenziale anche il numero dei crocieristi, che oggi sono un milione e nel 2007 dovrebbero diventare un milione e mezzo. Tra essi ovviamente molti romani, ma anche tanti italiani e stranieri che diventano anche turisti potenziali per il litorale laziale, per la bassa Toscana, per l’Umbria. E soprattutto per Roma, raggiungibile in poco tempo con un apposito treno Civitavecchia-stazione San Pietro.
Civitavecchia come scalo crocieristico ha ovviamente solleticato l’appetito dei colossi del settore, come dimostra il recente accordo siglato con la Costa Crociere, società leader del settore appartenente al gruppo Carnival Corporation. Costa Crociere, in rappresentanza di Carnival, Msc e Royal Caribbean, ha ottenuto la gestione e il controllo dell’intera Stazione marittima, con due terminal, di cui uno di nuova costruzione, che potrà ospitare due navi in contemporanea per un totale di 4mila passeggeri e dotato di tutti i servizi. L’intesa prevede tra l’altro che i tre gruppi costituiscano una società terminalista apposita che prenda in concessione l’attività dell’attività crociere nello scalo. «Una pietra miliare nell’evoluzione del mercato delle crociere», ha definito l’accordo Gianni Moscherini, presidente dell’autorità portuale di Civitavecchia. Costa ha scelto Civitavecchia per la posizione centrale nel Mediterraneo, per la vicinanza a una metropoli come Roma, ma soprattutto per le potenzialità di sviluppo che intravede nello scalo romano. Scalo dal quale partono due navi della Costa Crociere: la prima è la Costa Magica, ammiraglia di casa Costa, che già dal 1° maggio (e fino al 20 novembre) tutte le domeniche sbarca a Civitavecchia per un giro nel Mediterraneo occidentale che comprende Savona, Barcellona, Palma de Maiorca, Tunisi, Malta e Palermo. La Costa Magica è una nave grandiosa, che stazza 105mila tonnellate, è lunga 272 metri e alta 66, con una capacità di 3470 ospiti suddivisi in 1358 cabine delle quali 464 con balcone e 58 suite, 4 ristoranti, 11 bar, 4 piscine di cui una semimovente, una spa di 1340 mq, un teatro di tre piani, una discoteca di 2 piani e perfino bilioteca e cappella. Prezzi a persona a partire da 960 euro. L’altra nave che sbarca a Civitavecchia è la Costa Tropicale, al suo secondo anno, che fino al 24 ottobre tutti i lunedì salpa per alternando due itinerari a farfalla l’uno nel Mediterraneo Occidentale (Catania, Tunisi, Ibiza, Palma de Maiorca e Ajaccio) e l’altro in quello Orientale (Catania. Marmaris in Turchia e Patmos, Mykonos e Santorini in Grecia) che si possono anche accoppiare per una supercrociera di due settimane. Ogni settimana parte da 845 euro a persona.
Ma presto Civitavecchia diventerà anche un «home port» anche delle altre compagnie del gruppo Carnival di Miami, che comprende Carnival Cruise Lines, Princess e Holland America Line, che ha il suo primo passo proprio nell’arrivo ieri a Civitavecchia della «Carnivale Liberty» di cui parliamo a fianco. E Civitavecchia non si ferma: il presidente Moscherini pensa già a un servizio elicotteri verso la Sardegna, al riadattamento del vecchi aeroporto di Tarquinia per le tratte più lunghe e soprattutto a un consorzio dei comuni limitrofi per offrire pacchetti che mettano insieme arte, folclore e gastronomia. Per cercare di trattenere in zona almeno parte di quel milione di persone che ogni anno giungono a Civitavecchia su una grande nave bianca.