Biennale del Disegno, Rimini diventa un "nido di idee"

Mille opere e venti mostre: dal 12 aprile all'8 giugno uno degli appuntamenti più interessanti delle mostre d’arte in Italia: da Parmigianino a Kentridge, da Tintoretto a Haring, da Coppedè a Haring, da Pratt a Fellini. Un itinerario espositivo che invita a scoprire i luoghi d’arte della città. Mostre anche a Longiano e Santarcangelo. E tanti altri appuntamenti per weekend in Riviera

Un disegno di Giovanni Battista Tiepolo
Gianluigi Toccafondo, la "Piccola Russia" (2004)

Il segno e il disegno, il primo passaggio dall'idea alla sua concretizzazione. Ma anche il segno di una città turistica che cambia e si ripensa. E' questa la doppia lettura della prima edizione della Biennale del Disegno di Rimini in calendario dal 12 aprile all'8 giugno che trasformerà la capitale delle vacanze della Riviera Romagnola in capitale del disegno con più di 20 mostre che apriranno in contemporanea in altrettante location pubbliche e private della città.

Iniziativa di ampio respiro ideata dal Comune e dai Musei Comunali che propone un percorso artistico e culturale "senza tempo" che non teme le contaminazioni fra epoche e stili perché proprio il disegno, per sua natura, le rende possibili e le accosta. Tutte nel segno di una "grande bellezza" che non finisce mai di stupire, emozionare e coinvolgere. Bellezza del segno evocata dalla scelta del luogo di presentazione della Biennale: l'atelier milanese della stilista di moda Alberta Ferretti, simbolo della moda e della bellezza italiane che hanno conquistato il mondo.

Sono mille i disegni in mostra, un corpus di opere unico nel suo genere ospitato nei luoghi più significativi di Rimini lungo un percorso che presenta la figurazione grafica in tutte le sue declinazioni. Il Disegno come strumento preparatorio nella pittura antica da Correggio e Parmigianino a Tintoretto a Guercino e in quella moderna da Emilio Vedova a Fontana passando per Fortunato Depero. Il Disegno come espressività simbolica, nell’opera di Domenico Baccarini, nelle tele di William Kentridge, in un’opera tre metri per tre di Keith Haring. E ancora gli storyboard cinematografici di Gianluigi Toccafondo, i progetti del “Gaudì italiano” l’architetto Alfonso Coppedè, fino ai fumetti di Hugo Pratt e a un disegno inedito del cartellonista liberty Marcello Dudovich.

Per non dire del punto di partenza che fa parte del patrimonio culturale di Rimini: la sinopia dell’affresco di Piero della Francesca conservata al Tempio Malatestiano a cui si affiancano la collezione di disegni firmati dallo stilista Renè Gruau e al Libro dei sogni di Federico Fellini, l’album dove il Maestro annotava sotto forma di disegni e schizzi i propri sogni appena sveglio, per un periodo che va dall'inizio degli anni sessanta al 1990. Libro esposto a Milano durante la conferenza stampa, una copia del quale è stata donata ad Alberta Ferretti dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi e dall'assessore alla Cultura Massimo Pulini.

"La Biennale è dedicata al disegno come nido d'idee, tanto che la mostra centrale si chiama Krobylos che in greco significa groviglio - spiega Massimo Pulini - e il tema delle idee che passano attraverso il disegno ci propongono il tema della lingua visiva e attraverso il disegno parleremo pittura, scultura, architettura, design, moda, fumetto, teatro e cinema con accostamenti fra antico e contemporaneo".

"Il segno è anche l'idea della città che cambia, si propone come capitale del benessere e della qualità della vita, che dice no al cemento e si reinventa - dice Andrea Gnassi - ci sono il mare con gli ombrelloni sulla spiaggia e il divertimento ma c'è anche la cultura che con la Biennale prende un respiro internazionale, scommettiamo sul segno come simbolo della Rimini del futuro che punta diventare anche città slow art. E a cambiare modello dicendo basta alla grande retorica sul turismo e sulle sue potenzialità inespresse, senza accorgersi che per diventare industria bisogna offrire servizi adeguati. Rimini è una grande piattaforma di accoglienza che ogni anno ospita 17 milioni di cittadini temporanei che arrivano da tutto il mondo e vogliamo connetterci sempre di più con loro".

LOCATION DIFFUSE IN CENTRO

Il percorso della Biennale del Disegno invita il turista a conoscere anche il volto più antico della Città Malatestiana, con il centro storico trasformato in cuore pulsante della creatività e della ricerca. Il Museo della Città, Castel Sismondo, Palazzo del Podestà, Palazzo Gambalunga, il Far (Fabbrica Arte Rimini), il Museo degli Sguardi, la Cineteca comunale e l’Istituto Musicale Lettimi, librerie, gallerie, studi di architettura e case editrici sono solo alcuni dei luoghi coinvolti nella grande mostra diffusa, assieme a locali pubblici e negozi per i quali è stata ideata una scatola speciale che contiene il materiale illustrativo della Biennale.

PACCHETTI TURISTICI SPECIALI

Si potranno scoprire gli scorci più importanti di una Rimini profondamente legata alla storia e alle arti, grazie anche ai pacchetti soggiorno proposti per la Biennale dagli operatori turistici (http://www.riminireservation.it/). Passeggiando a piedi, respirando l’odore del mare, i profumi del risveglio della natura ad andamento lento, quello che serve per godere di un percorso che si snoda tra palazzi storici, piazze antiche, strade e vicoli suggestivi di una Rimini città d’arte e di cultura millenaria, tra eventi nelle spiagge appena aperte e feste negli antichi borghi sulle colline. Un panorama sconfinato di piacevoli scoperte, ricco di eventi e dedito alla cultura delle emozioni.

MOSTRE A LONGIANO E SANTARCANGELO

Itinerio di scoperta che arriva anche nell'entroterra di Rimini, in collina, con l’apertura al pubblico di due mostre collaterali. Nell'antico borgo di Longiano dove ha sede la Fondazione Tito Balestra, custode della collezione dell’omonimo poeta che dal 1946 al 1976 raccolse più di duemila e trecento opere, prediligendo l’arte figurativa del Novecento, con una particolare vocazione per il disegno e l’incisione. La Fondazione propone una selezione di opere in mostra in due sezioni espositive (Castello Malatestiano di Longiano ed Ex Chiesa Madonna di Loreto) dal titolo: “Quasi un secolo di «disegno» nelle collezioni della Fondazione Tito Balestra”. Tra le altre opere di Assadour, Pirro Cuniberti, Filippo de Pisis, Ilario Fioravanti, fino a Renato Guttuso, Tom Lyons e Mino Maccari, passando per Elio Morri, Giò Pomodoro e Mario Sironi.A Santarcangelo dei Teatri invece, Santarcangelo dei Disegni la mostra di Marco Smacchia, grafico del Festival di Santarcangelo dal 2009. Dal 16 al 25 maggio Le Rocche Malatestiane ospitano una mostra dedicata a questo artista attraverso una raccolta di disegni, “come si raccolgono le idee, le forze, le cartacce per terra, le vecchie lavatrici abbandonate nei boschi e i pomodori maturi, più sul-reale che surreale”.

DISEGNO E ALTRO ANCORA PER I WEEKEND...

I primi raggi caldi di sole accendono la luce sulle lunghissime spiagge della costa riminese, pronta ad aprire i battenti con gli amanti ed esperti del fresbee. Dal 17 al 21 aprile si svolge il Paganello 2014, sfide all’insegna della spettacolarità e del freestyle ad opera dei migliori lanciatori di fresbee del mondo. Mentre due giornate sono dedicate all’antica abilità dell’aquilonismo. il 12 e 13 aprile la kermesse dal titolo Aquilonata sul mare porta in spiaggia aquiloni di tutte le forme e dimensioni e farli costruire ai bambini durante i laboratori tematici.

Sempre in aprile, ecco le pedalate alla scoperta dell’architettura Liberty della Riviera, dalle ville ai palazzi più eleganti che agli inizi del Novecento rappresentavano l’èlite borghese durante la Belle Epoque (www.pedalandoecamminando.it- www.romagnaliberty.it). Quest’anno inoltre Rimini accoglie gli eventi per le celebrazioni in occasione del Bimillenario del Ponte di Tiberio: esiste da ben duemila anni e unisce il centro urbano al suo borgo più antico dedicato a San Giuliano, uno degli angoli più caratteristici della città legato sia alla vita marinara sia alla memoria felliniana (www.riminifluxus.it).

Per il piacere del palato, da non perdere il viaggio alla scoperta della Città Malatestiana da mangiare, grazie a Rimini Street food, la prima guida cartacea (ma anche web app) ai cibi di strada di Rimini, che racconta la cultura di un territorio attraverso l'autenticità delle persone e delle loro storie. Percorsi alternativi, da fare in moto o in bici, con una mappa che segnala i tanti artigiani che in questa terra lavorano creando nelle loro botteghe prodotti di eccellenza, dalla classica piadina a sandwich e frutta (www.riministreetfood.com).