Riorganizzare la rete contro la sclerosi

Non esiste ancor la cura definitiva per la sclerosi multipla ma i mezzi per contrastarne progressione, aggressività e la disabilità che ne consegue, sono sempre di più e sempre più efficaci. Se il problema principale, in tempi di scarse risorse e tagli, è legato alla sostenibilità economica delle nuove terapie, la soluzione non può prescindere dal selezionare molto bene i pazienti candidati al trattamento, qualificando meglio gli operatori e riorganizzando i centri specialistici che erogano le cure. L'Italia è privilegiata: la sua rete di 200 strutture dedicate (di cui una trentina di alto livello) permette di non partire da zero. Questo ha detto nei giorni scorsi a Roma, il professor Giancarlo Comi, presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) e direttore del Dipartimento di Neurologia e Istituto di Neurologia Sperimentale, Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, nel corso della seconda edizione del Best Evidences in Multiple Sclerosis (Bems), organizzato da Teva Italia, uno dei maggiori appuntamenti dedicati alla malattia, contro cui lottano 65 mila persone in Italia e che ha un'incidenza di 1.800 nuovi casi per anno. Spiega Comi: «Fino a 15 anni la sclerosi multipla era una specie di Cenerentola abbandonata. Oggi disponiamo di farmaci che riducono il rischio di avere un attacco del 90-95% e altri assolutamente meno potenti. Dobbiamo capire quando e per chi usare gli uni e quando gli altri, con l'obiettivo di minimizzare i rischi e massimizzare i benefici». Nulla può essere lasciato al caso e anche i medici devono elevare il loro livello di competenze, sia per individuare bene i target, sia per ridurre il rischio di eventi avversi che con i nuovi farmaci è elevato. La Società Italiana di Neurologia sta spingendo molto sulla necessità di certificare gli specialisti ma anche sulla riorganizzazione della rete assistenziale (se ne parlerà a Milano il prossimo mese). I dettagli del modello ancora non si conoscono. Si sa solo che la nuova rete dovrà essere centrata su 4 macro aree regionali (Nord, Centro, Sud e Isole); differenziata secondo l'intensità delle cure da prestare; fortemente interrelata con le strutture territoriali. La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale probabilmente di origine auto immune. L'eziologia è sconosciuta ma la comunità scientifica concorda sull'interazione tra fattori genetici e ambientali (infezioni, scarsa luce solare, esposizione ad agenti tossici, ecc.) ancora sostanzialmente ignoti.