Risulta fondamentale per la salute l’impiego esteso delle vaccinazioni

S i è svolta recentemente la settimana dedicata ad una riflessione sull’importanza delle vaccinazioni che, anche in Italia, hanno evitato molti casi di malattia. «In un qualsiasi anno prima dell'uso esteso dei vaccini in Italia si registravano circa 3mila casi di poliomielite, 12mila di difterite, 700 di tetano, 60mila casi di morbillo e 30mila di pertosse. Sconfiggere alcune delle più terribili minacce per un bambino (ed i suoi genitori) degli anni '50 è stato possibile, grazie alla disponibilità e all'uso esteso delle vaccinazioni», afferma il ministero della Salute. La vaccinazione è lo strumento cardine su cui si basa l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita per il 2015. Molte attività sono state messe in campo, tra cui l’avvio di una sorveglianza speciale. Il morbillo è una malattia di origine virale, altamente contagiosa, caratterizzata da esantema e febbre elevata etutt’altro che benigna in molti casi ( il virus del morbillo può causare gravi complicanze come l’encefalite in un caso ogni mille ed è stato riconosciuto avere un ruolo etiologico nella Panencefalite sclerosante subacuta, quasi scomparsa dall’introduzione estesa della vaccinazione). Nell’ultima estesa epidemia di morbillo documentata nel 2002 e perdurata anche nel 2003, nella regione Campania furono stimati circa 40mila casi di morbillo con centinaia di ricoveri ospedalieri e decine di casi di polmoniti ed encefalopatie. In quello stesso periodo in Italia furono registrati 8 decessi per morbillo. Da allora fu definito, in accordo con le raccomandazioni anche internazionali, un piano di riduzione dell’incidenza della malattia per arrivare ad un successivo azzeramento dei casi contagiati nel nostro Paese. La strategia per raggiungere l’obiettivo si basa sull’utilizzo esteso della vaccinazione morbillo-parotite-rosolia (MPR), somministrata in due dosi entro i 6 anni di età. Nel 2010 tale piano è stato reso più incisivo e la frequenza del morbillo è diminuita dopo il 2002, raggiungendo un minimo nel 2005, tuttavia la numerosità di soggetti sfuggiti alla vaccinazione in età pediatrica, ora adolescenti e giovani adulti continua a sostenere la trasmissione dell’infezione e l’innescarsi di epidemie. Dal 2007 è stata introdotta in Italia una sorveglianza speciale, che affianca la notifica ordinaria e prevede anche l’accertamento di laboratorio per i casi segnalati.
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