Riviera Maya, tra siti archeologici e spiagge caraibiche

Le rovine di Tulum, Chichén Itzá e Cobà. Le sabbie bianche e le acque celesti di Cozumel, Isla Mujeres e Sian Ka'an

Camilla Golzi Saporiti

È un viaggio completo. Ed è un viaggio da fare. Non fa niente se quello spicchio di Messico di nome Yucatàn sia diventato nell'ultima decina di anni una meta battuta, gettonata, quasi inflazionata. Basta limitare le zone più turistiche per trovare ancora una destinazione affascinante che in sé raccoglie alcuni dei migliori siti archeologici delle Americhe e delle spiagge più belle del Messico intero.

Storia e cultura incontrano jungla vista mare lungo un percorso, un viaggio, una vacanza che non smetterà mai di conquistare.

Dall'aeroporto di Cancún il consiglio è di puntare Tulum e lì, tra il pueblo e le rovine, sistemarsi nel villaggio eco-chic. Localini immersi nella vegetazione, ristoranti di sera illuminati di candele e piccole boutique di grande tentazione sfilano insieme a strutture di charme, come Villa Pescadores (Carretera Tulum - Ruinas Km 0.5, 77780 Tulum). I costi qui sono sostenuti, ma l'atmosfera, la posizione e anche la cucina, a base di ceviche, nachos, fajitas, tortillas e aguas de frutas preparati al momento, ripagano. A brevissima distanza si trova una delle tappe clou: il sito maya di Tulum, l'unico affacciato sul mare.

Le rovine risalgono all'anno Mille e la più significativa, oltre al tempio, è El Castillo, il castello, un santuario nonché torre di guardia con incisioni e sculture di serpenti che sorge sul bordo di una scogliera dalla quale si possono ammirare acque da sogno. Terminata la visita, una passeggiata di un chilometro accompagna a Playa Paraiso. Di nome e di fatto. È una distesa di sabbia corallina accarezzata da acque caraibiche di tutti i colori. A riva barchini di pescatori propongono giri a cavallo della barriera corallina, la seconda al mondo per grandezza, dove delfini, lamantini e pesci variopinti spuntano fuori all'improvviso e, se facessero i preziosi, resta la vista delle rovine dal mare. Uno spettacolo. Non l'unico da queste parti. Nel vicino interno, si scoprono i cenotes, cavità calcaree naturali piene di acqua dolce. Tuffandosi nei cenotes s'incontra un mondo di paesaggi straordinari, fatti di grotte ornate da stalattiti e stalagmiti e di un labirinto segreto di fiumi, sorgenti e stretti cunicoli. Le sorprese non sono finite.

A dimostrarlo è la Riserva della Biosfera di Sian Ka'an, «dove il cielo è nato» in lingua maya. Patrimonio Unesco e più grande area protetta dei Caraibi messicani, copre una superficie di 4.500 kmq, conta 110 km di barriera corallina, 103 specie di mammiferi, oltre 300 varietà di uccelli e 2.000 abitanti, quasi tutti discendenti dei Maya, che lavorano come guide e operatori nel parco.

Si raggiunge sempre da Tulum a bordo di jeep che percorrono una carretera di una trentina di km talmente sterrata da richiedere più di due ore di tempo prima di arrivare al villaggio di Punta Allen. Qui, a bordo di lance, si sfreccia su acque calde e azzurre come piscine per avvistare delfini, tartarughe, mante, pesci stile Nemo. Incorniciano il paesaggio spiagge incontaminate, palme, mangrovie e, oltre, la jungla. Bisogna spostarsi a Playa del Carmen (un'ora di tragitto da Tulum) per altre, splendide visite. Nata come villaggio di pescatori, è diventata, insieme a Cancún, il centro più costruito, turistico, movimentato e «loco», della Riviera. Luci, insegne, negozi di souvenir, banchetti di tour operator e alberghi internazionali si alternano sulla Quinta Avenida, la via pedonale cuore della vita notturna. 25 minuti di traghetto dal molo e cambia lo scenario. Cozumel, l'isola della fertilità, aspetta con spiagge meravigliose e fondali che sono la gioia degli appassionati di diving e snorkeling. Per loro (e non solo) non va dimenticata la minuscola Isla Mujeres, chiamata così dagli spagnoli per via delle statue femminili trovate accanto al tempio della dea Ixchel. Si gira con carritos da golf in lungo in largo. Da una parte Playa Norte, dall'altra il faro. In mezzo viette allegre e colorate; al largo escursioni alle grotte degli squali e al Reef di Manchones. Doppietta maya per il gran finale: Cobà, con la piramide più alta (40 metri) dell'intero mondo maya messicano, sulla cui cima si può salire, e l'imperdibile Chichén Itzá. Che da sola vale il viaggio.

Informazioni: www.visitmexico.com; servizio trasporti locali: www.ado.com.mx. Per chi preferisce un viaggio organizzato tra i tour operator che programmano la destinazione: www.veratour.it.