La rivista web di al Qaeda "Così abbiamo messo le bombe sui cargo Usa"

<strong>ESCLUSIVO</strong>: al Qaeda mette in rete la rivendicazione degli attentati sui cargo americani. Dettagli tecnici, immagini, spiegazioni (<strong><a href="http://www.ilgiornale.it/web/files/terrorismo.pdf" target="_blank">guarda la rivista</a></strong>). E l'annuncio: siamo stati noi a far cadere l'aereo Ups a Dubai il 3 settembre

La rivendicazione dell'Operazione Hemorrage non somiglia per niente ai fogli dattiloscritti con cui i terroristi di casa nostra rendevano note le loro imprese. Gli uomini di al Qaeda per raccontare come e perché hanno inviato due pacchi bomba sugli aerei cargo di Ups e Fedex, scatenando alla fine di ottobre l'allarme terrorismo in tutto il pianeta, mettono on line ventitrè fogli di rivista digitale di alta qualità. Per dire, tra l'altro, che prima di quei due pacchi ce n'era stato un altro, e che era esploso: il volo Ups schiantatosi a Dubai il 3 settembre era opera nostra, dicono gli autori della rivendicazione.

Come spesso accade quando si parla di al Qaeda, anche nella qualità "editoriale" della rivista si vede la mano di un professionista del settore. Dentro c'è di tutto: le invocazioni ad Allah e le spiegazioni tecniche degli ordigni, la giustificazione politica e gli excursus storici, le immagini delle bombe nella fase di realizzazione e l'omaggio ai martiri. E c'è anche la spiegazione dei nomi scelti dagli attentatori per indirizzare i pacchetti con l'esplosivo. Nomi tutt'altro che casuali. Uno dei pacchetti era per "Reynald Krak", l'altro per "Diego Diza". Ebbene, il comunicato spiega che la prima è una citazione di Reynald de Chatillon, cavaliere crociato noto per la sua ferocia. E che la seconda è una allitterazione di Diego Deza, inquisitore generale a Granada e protagonista dello "sterminio e dell'espulsione dei musulmani dalla penisola iberica".

La rivista digitale si intitola "Inspire" ed è "edita" dalla filiale di al Qaeda nella penisola araba. Buona parte del testo è destinata a spiegare come l'esplosione degli ordigni sarebbe stato un apprezzabile di più, ma che l'obiettivo principale era dimostrare la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza cargo e mettere l'Occidente di fronte alla necessità di inasprirli fino al punto di renderli antieconomici. "Il commercio aereo è una industria multimilionaria. La sola FedEx muove una flotta di seicento aerei e trasporta una media di quattro milioni di colli al giorno. Per il commercio tra Nord America e l'Europa il trasporto aereo cargo è indispensabile, e costringere l'Occidente a installare misure di sicurezza sufficienti a fermaree i nostri ordigni esplosivi costituirebbe un nuovo peso per una economia già in crisi. Sappiamo che gli aerei cargo sono equipaggiati solo da un pilota e un copilota, ma il nostro obiettivo non è causare il massimo di vittime ma il massimo danno all'economia americana".

I terroristi raccontano come hanno testato i sistemi antiterrrorismo delle compagnie di trasporto e degli aeroporti, dai raggi X ai cani poliziotto e come hanno trovato il modo di aggirarli. "Abbiamo utilizzato un ordigno che contiene materiale organico, non-organico e metalli. La cartuccia di un toner contiene un toner basato sul carbonio, il cui numero molecolare è vicino a quello del Petn (l'esplosivo impgato per le bombe, ndr,)". Segue una serie assai meticolosa di dettagli tecnici, che pare avere un duplice obiettivo: da una parte dimostrare l'attendibilità della rivendicazione, rendendo noti dettagli mai raccontati dai mass media; dall'altra indicare ai proseliti in tutto il mondo la tecnologia di base utilizzata per gli attentati. Una tecnologia, come "Inspire" anuncia nel suo titolo di prima pagina, a basso costo: "4.200 $", è il titolone. E l'articolo scende poi nello specifico: "Due telefonini Nokia, 150 dollari ciascuno, due stampanti Hp, 300 dollari ciascuna, più consegna, trasporto e spese varie fino a un totale di 4.200 dollari. Questo è quanto l'operazione Hemorrage ci è costata. In termini di tempo, ci abbiamo messo tre mesi per pianificare e seguire l'operazione dall'inizio alla fine. E costerà all'America e agli altri paesi occidentali miliardi di dollari in nuove misure di sicurezza". Morale della favola: per l'Occidente non c'è altra strada che scendere a patti. E l'ampio reportage dall'interno del terrore si chiude con una citazione di Osama bin Laden («che Allah lo protegga»): "La nostra sicurezza è la vostra sicurezza. La nostra insicurezza è la vostra insicurezza".