La rivoluzione della «scossa» è ancora lontana

Tutti i costruttori parlano di auto elettriche. «Le stiamo studiando, già realizziamo dei prototipi, presto ne produrremo in serie alcune migliaia di esemplari. Siamo ormai prossimi a ...». Abbandoniamo un grande equivoco: le auto elettriche sono un sogno, una realtà che non ci appartiene. Per decenni non saremo in grado di sostituire le vetture con motore a scoppio. Vedremo sulle strade un crescente numero di veicoli ibridi, cioè con motore anche elettrico, ma solo quello a scoppio per ora offre una autonomia adeguata. Da anni in Baviera l’aeroporto è collegato con la città di Monaco da pullman alimentati a idrogeno.
Alcuni modelli della Serie 7 prodotti da Bmw hanno viaggiato nei cinque continenti per dimostrare che la tecnologia già esiste. Ma per il momento l’impiego dell’idrogeno è ancora a livello sperimentale, non potrà diffondersi in mancanza di una rete di distribuzione adeguata. Un tassista giorni orsono ha dichiarato che per fare il pieno alla sua auto che funziona a Gpl raggiunge una stazione a 20 chilometri da casa nel cuore della notte, perché di giorno i tempi di attesa nelle stazioni di servizio sono troppo elevati. Realizzare una forte rete distributiva di metano (soprattutto) o Gpl è una priorità in Italia.
«Devono passare decenni, forse 30-35 anni prima che le auto elettriche riescano a conquistare quote significative nell’industria mondiale dell’auto», ha dichiarato Stefan Jacoby, responsabile delle attività nordamericane del gruppo Volkswagen. Secondo il top manager della casa tedesca, la tecnologia elettrica sarà pronta sicuramente prima di questi 35 anni, ma i problemi sono rappresentati dai costi ancora eccessivi e dalla mancanza di infrastrutture. «Cosa succederebbe - ha aggiunto Jacoby - se 50 milioni di automobilisti rifornissero le loro vetture a corrente nello stesso momento? Attualmente, e nel breve periodo, non c’è alcun Paese pronto ad affrontare questa sfida. Prima della sperimentazione bisognerebbe risolvere le questioni logistiche». Volkswagen, primo produttore europeo, continuerà dunque a concentrarsi sullo sviluppo di motori «verdi» sì, ma alimentati da carburanti fossili. Jacoby, infine, prevede che quest’anno il mercato americano si fermerà al di sotto dei 10 milioni di veicoli venduti. In Giappone la battaglia tra Toyota e Honda nel settore delle ibride è destinata a crescere. Honda ha appena lanciato la nuova generazione della Insight, mentre Toyota si appresta a commercializzare la terza serie della Prius. Negli Stati Uniti il presidente Barack Obama si è recato nei giorni scorsi in California per una serie di incontri e si è rivolto direttamente ai cittadini partecipando a un talk show televisivo. La California è uno dei quattro Stati americani con la disoccupazione superiore al 10 per cento. Nel tour, Obama ha trovato spazio per una tappa al centro tecnico per i veicoli elettrici Edison, a Pomona, un laboratorio che dal 1993 sviluppa automezzi non inquinanti. Il messaggio è chiaro: la crescita verde fa bene all’ambiente e all’economia, e l’amministrazione non si scorda delle promesse elettorali, ma nel frattempo si appresta a concedere un’altra cascata di miliardi di dollari per evitare la bancarotta dei giganti di Detroit.