Rocca Cencia va al «re delle discariche»

Sarà Manlio Cerroni a dover curare la nuova gestione dell’impianto di produzione di Cdr (combustibile da rifiuti) di Rocca Cencia. Il «re delle discariche» (è sua anche Malagrotta) il 30 maggio ha ottenuto in affidamento da Ama lo stabilimento. Una decisione presa in tutta fretta dal cda su cui restano parecchi dubbi. Economici, innanzitutto. Ma anche, più in generale, sulle strategie societarie di una delle più importanti municipalizzate capitoline.
Era noto da tempo che il 31 maggio sarebbe scaduto il contratto di gestione dell’impianto affidato alla società «Termokimik», eppure il cda di Ama viene convocato d’urgenza solo il 30 maggio e i consiglieri riescono ad avere i documenti appena due ore prima. In consiglio poi arriva una sola offerta, quella della società «Urbe Uno» il cui amministratore unico è appunto Cerroni. Sei mesi di gestione provvisoria, si legge nelle carte, che per il resto appaiono del tutto confusionarie. Per esempio il costo totale per l’Ama è indicato all’anno e non al mese, come sarebbe più corretto visto che il contratto ha una durata semestrale (5 milioni 724mila euro all’anno l’ipotesi di spesa di Cerroni). Altro problema quello del personale. La «Urbe Uno» ha l’onere di provvedere alla gestione delle risorse umane. Il fatto è che il numero di addetti impiegati (per un costo annuo di 1 milione e 800mila euro) non viene fornito da nessuna parte. I dubbi aumentano leggendo la «nota di presentazione» dell’offerta preparata da Ama, in cui si confrontano la soluzione interna (e cioè la gestione diretta dell’impianto da parte della municipalizzata attraverso AmaGest) con l’esternalizzazione. La conclusione è che, a parità di costi, l’affidamento a Cerroni converrebbe per la sua «notevole esperienza nel campo della costruzione e gestione di impianti di selezione dei rifiuti».
Ma a denunciare le stranezze di questa vicenda è il consigliere d’amministrazione Ama Dario Ricciuto, che presenta in cda una nota dettagliata. «Per prima cosa - spiega - l’azienda con la gestione interna, tramite AmaGest, risparmierebbe circa 1 milione e 200mila euro, come risulta dalle voci “spese generali, imprevisti e utili” dal dettaglio dei costi presentato dalla “Urbe Uno”. Voci che sarebbero cancellate. Poi non si spiega perché Ama per gestire direttamente l’impianto dovrebbe assumere 47 addetti. Potrebbe farlo tramite personale Adecco, esattamente come ha operato finora la “Termokimik”». Ancora più grave la questione di aggiornamenti e migliorie tecnologiche. «Ama, a quanto si capisce dalla presentazione - conclude Ricciuto - darebbe carta bianca alla “Urbe Uno” che potrebbe, si legge, “proporre anche i più moderni aggiornamenti già sperimentati e presenti sul mercato per un trattamento meccanico biologico più completo e razionale dei rifiuti indifferenziati”. Peccato però che cose del genere dovrebbero essere oggetto di apposite gare d’appalto». Inutile aggiungere che le obiezioni del consigliere Ricciuto sono rimaste lettera morta. Che la gestione dello stabilimento di Rocca Cencia è finito nelle mani della «Urbe Uno». E che Cerroni è sempre più il «re dei rifiuti» del Lazio. «Penso che il sindaco dovrebbe intervenire in questa vicenda - ha commentato il deputato del Pdl Marco Marsilio -. Non è possibile che l’Ama continui ad alimentare questo intollerabile monopolio nel ciclo dei rifiuti. Cerroni gestisce l’unica discarica e l’unico gassificatore di Roma, in più la municipalizzata gli ha regalato anche Ama International e ora vuole costruire il quarto impianto, ad Albano, proprio sui suoi terreni».