Roma Una mostra racconta drammi e miracoli delle scuole per ciechi

Il buio si può raccontare anche attraverso istantanee di luce. E con grande efficacia, se lo si fa al termine di un viaggio lungo cinque anni e nel cuore di tre diversi continenti. È stato questo il percorso del fotografo Stefano De Luigi, che ha visitato i centri oftalmici e le scuole per ciechi di India, Cina, Nigeria, Bolivia e di altri dodici Paesi per scattare il dramma ma anche i gesti quotidiani di chi ha perduto la vista. Il suo progetto, «Blanco», è un libro e anche una mostra che ha già toccato New York e ora, fino al 15 novembre, è a Roma, alla 10B Photography gallery di via San Lorenzo da Brindisi. E merita la visita. L'esposizione ha l'appoggio di MSD Italia e l'incontro non è stato casuale: la casa farmaceutica Merck (MSD) ha investito finora oltre 4 miliardi di dollari per la donazione dell'unico farmaco, l'ivermectina, in grado di bloccare l'oncocercosi. Conosciuta anche come cecità fluviale, è tra le principali cause di perdita della vista nei Paesi in via di sviluppo. A causarla è la puntura di una piccola mosca che si riproduce nei fiumi. Secondo l'Oms sono 100 milioni le persone che potrebbero contrarre l'infezione, 18 milioni quelle già infettate; 800 mila hanno disabilità visive e 270 mila sono non vedenti. Di qui la decisione di Merck di donare due miliardi e mezzo di compresse, garantendo oltre 700 milioni di trattamenti. «L'ivermectina blocca l'evoluzione della cecità fluviale e noi abbiamo deciso di non produrla per la vendita, ma solo per donarla ai malati», ha spiegato Josè Luis Roman, presidente e amministratore delegato di MSD Italia.