Roma-Samp Ranieri ai suoi: «Occhio ragazzi, Cassano-Pazzini sembrano Vialli-Mancini»

RomaIl ritorno degli ex Cassano e Delneri, la caccia al gol di Totti (gli manca da tre mesi) che vuole cancellare i veleni della settimana dopo il gesto nel derby, ma soprattutto la rincorsa scudetto della squadra di Ranieri. Tanti i motivi di interesse di Roma-Sampdoria, per molti l’ultimo vero ostacolo, superato il quale il finale di campionato dei giallorossi sarà in discesa. «E se poi quelle dopo ce le danno?», replica il tecnico di San Saba che preferisce tenere alta la tensione, appellandosi alle parole chiave della sua ricetta: determinazione, aggressività e umiltà. Ciò che servirà anche contro i blucerchiati: «Noi e loro siamo le sorprese di questo campionato e poi hanno quella coppia là davanti che sta facendo molto bene, Cassano e Pazzini sembrano Mancini e Vialli», sottolinea Ranieri.
Proprio il calciatore di Bari Vecchia gli ha augurato di essere presto il ct della Nazionale, ricordando come l’allenatore romano avesse cercato di portarlo alla Juventus. «Antonio è una persona stupenda - la risposta di Ranieri - uno di quei giocatori che da soli valgono il prezzo del biglietto, come Totti, Del Piero o Menez». Già, il francese rinato - parole sue - dopo una discussione con il tecnico della Roma. «Non mi prendo meriti - evidenzia il tecnico di San Saba - lui ha saputo sfruttare al massimo le sue doti grazie anche ai compagni che gli sono sempre stati vicini». Oggi sarà nel tridente con Vucinic, oggi 200 in A («ha qualità tremende», dice del montenegrino Ranieri) e Totti. Che in carriera ha già segnato dieci gol alla Sampdoria, uno bellissimo a Genova che fece scattare la standing ovation dell’intero stadio. Ora la gioia personale gli manca dal 23 gennaio (rete alla Juventus), ma prima di allora i gol del capitano hanno tenuto a galla la barca che navigava in cattivissime acque.
Oggi ritroverà l’ex amico Cassano («ha numeri eccezionali, speriamo che li lasci a Genova», ha detto il numero 10 della Roma nei giorni scorsi) che vorrebbe «oscurare» per riprendere per mano la squadra nel rettilineo finale. Con quel tarlo dei pollici post derby che tanto hanno fatto discutere. L’ad dell’Inter aveva parlato di due pesi e due misure tra il gesto di Mourinho e quello di Totti. «È stato giusto così - la difesa di Ranieri - uno si è rivolto alle istituzioni, l’altro ai suoi tifosi, prendendo spunto dalla coreografia della Sud. Uno comunicava solo con la sua curva, l’altro con tutto il mondo...».