Il romanesco si parla a teatro

Anna Maria Tarantino

Tanti sono i combattimenti, le battaglie che la vita ci sottopone, chiamandoci a fronteggiarli. Anche dopo una sconfitta è fondamentale rialzarsi e ricominciare, ripartendo così, rafforzati, per continuare il duro percorso della vita. È ciò che si prefigge l’attore romano Alfiero Alfieri, che rappresenta la commedia «E mo’ ricominciamo da capo», al teatro Rossini fino al 5 giugno. Si tratta di uno spettacolo romanesco, che costituisce una delle forme di comunicazione multiformi. Nelle parole dialettali si entra senza sapere di essere certi del loro senso compiuto soltanto coniandole in proprio. «Non c’è nulla di più assolutamente privato di una storia di vita raccontata a se stessi», così Alfieri si racconta, ripercorrendo tutta una vita nei panni di Giovanni, un anziano postino, che, rimasto vedovo cresce da solo l’unica figliola avuta dalla defunta moglie.
Nel mezzo del cammin della sua vita, è chiamato a sostenere l’esame per passare di ruolo. Nella vita, si sa, le prove non finiscono mai: il protagonista è quindi costretto a tuffarsi malgrado la sua età sui libri, nella consapevolezza che la vita gli sta offrendo una giusta opportunità sul piano lavorativo, dopo lunghi anni di sacrificio e di duro lavoro. L’uomo avvilito, timoroso di non riuscire in quest’impresa, insegue un sogno senza fine, quello cioè di restare se stesso sempre e comunque, nonostante la vita lo sottoponga ad un’ulteriore prova. Decide quindi di affrontare l’esame così come si affronta un dovere, indagando nei suoi recessi, nelle sue difficoltà e nei suoi timori, con l’esattezza del chirurgo e con la struggente dolcezza di uomo anziano consapevole della sua fallacia.
Sulla scena al fianco di Alfieri l’attrice Francesca Romana Succi, nei panni dell’adorata figlia che lo segue e lo sostiene per la preparazione dell’esame. Insieme al protagonista condividono la paura dell’esame i suoi più cari colleghi diventati con il tempo anche amici, i quali si sentono uniti in questo ingrato compito al quale sono stati chiamati. A ricoprire il ruolo degli amici, gli attori Renato Merlino, Rita Pianini ed Alfonso Mandia. La fortuna aiuta gli audaci e tutti coloro che nel lavoro s’impegnano con la volontà. La commissione d’esame sarà formata da professori molto comprensivi, pronti a capire le difficoltà dei candidati, l’esame dunque si svolgerà in armonia, durante le prove si susseguono situazioni esilaranti e per certi versi paradossali. La commedia mette in risalto l’importanza dello studio, quale punto di partenza e nel contempo di ritorno al quale l’uomo deve fare riferimento per la sua vita sociale.
Si tratta di una meta alla quale tendere e protendere, una corsa senza fine attraverso la lingua, i numeri, le espressioni letterarie, un insieme di nozioni, che contribuiscono al patrimonio culturale di cui ogni uomo ad ogni età sente il bisogno.

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