Rose Eluvathingal

Questa suora indiana nacque nel 1877 a Kattoor, nel Kerala. I suoi erano cristiani e il padre era un uomo ricco. Rose, vincendo la resistenza del genitore e con l'appoggio della madre, entrò nel convitto tenuto dalla suore carmelitane a Koonammavu. Nel 1897 le religiose e le aspiranti vennero trasferite dal vicario apostolico ad Ambazhakkad, dove Rose prese l’abito col nome di suor Eufrasia del Sacro Cuore di Gesù. Nel 1900 venne fondato il convento carmelitano di St. Mary a Ollur, distante pochi chilometri dalla sede del vicariato, Trichur. Questa fu la casa di suor Eluvathingal e tale rimase per sempre. Rose nel 1904 venne nominata maestra delle novizie e nel 1913 superiora. Passava tutto il tempo libero dalle incombenze del suo stato in orazione davanti al Sacramento, era devotissima alla Vergine e al rosario. Tutta qui la sua vita. Ma di speciale aveva il fatto di accettare di buon grado ogni contraddizione, sofferenza, umiliazione o accidente che le capitava. Senza fare una piega e senza perdere il sorriso. Provate voi, se vi riesce. Il suo totale trasporto verso Cristo fu ricompensato da doni soprannaturali. Le apparivano le anime dei defunti in Purgatorio e le chiedevano preghiere. Una volta le apparve lo stesso Cristo, che suggellò il suo matrimonio mistico con lei mettendole un anello al dito. Tutto ciò lo sappiamo solo perché il suo confessore, il vescovo John Menacherry, le aveva ordinato di scriverlo. Se riceveva un favore, anche piccolissimo, rispondeva che non se ne sarebbe dimenticata neanche da morta. Morì nel 1952 e, infatti, prese a far miracoli.