Roux si ritira dopo 44 anni sulla stessa panchina

(...) di bosco e un grande stagno dove gli piace pescare ma offrire mai il pescato ad eventuali ospiti.
Guy Roux è stato invidiato da molti, la sua squadra ha visto passare Blanc e Cantona, la scuola di formazione ha avuto in Boli l’elemento migliore, messo in castigo dallo stesso abate Guy dopo che durante un’ispezione notturna aveva visto la bicicletta a motore del 17enne difensore parcheggiata davanti a una discoteca bordello che uno sbarbato e per di più calciatore e dell’Auxerre avrebbe mai dovuto frequentare.
Roux, allora, appartiene a un altro mondo di fare football e di illustrarlo, si potrebbe avvicinare l’abate al paron, Nereo Rocco o a Carlo Mazzone non dimenticando però che Guy Roux non ha mai cambiato squadra nella sua carriera, per una stagione soltanto si era concesso la vacanza, restando nel ruolo di direttore generale ma dal 1961 a oggi non ha mai visto un altro spogliatoio all’infuori del suo.
Il tipo è da prendere così come è, durante gli europei in Svezia, opinionista della tivvù francese, in un pomeriggio di sole, ventilato decise di farsi un bagno in mare, nemmeno gli svedesi avrebbero osato tanto. In queste ultime ore si è interessato all’indennizzo con il quale la Roma dovrà risarcire l’Auxerre per l’affare Mexes: «Non sanno quello che hanno fatto». Lui lo sa benissimo, per questo ha deciso di fermarsi: «Si possono vincere le coppe e i campionati ma c’è una cosa sola che non puoi conquistare: il tempo». La frase da lui pronunciata un anno fa è lo slogan che accompagna il suo saluto al football. Da oggi l’Auxerre è il passato, a meno di ripensamenti. Meglio la barca, la pesca e una bottiglia di chablis.