Rugby, per l'Italia un ko con gli Springboks: 32-10 Azzurri ancora in crescita

Gli italiani vanno sotto subito nel primo tempo contro il Sudafrica, poi grande reazione con meta di Garcia che all'intervallo fa 12-7. Troppi errori nei calci degli azzurri. E i campioni del mondo dilagano nel finale

Udine - Montagne russe azzurre contro gli Springboks. Sotto subito, reazione enorme, crollo fisico e mentale nel secondo tempo. Ma comunque l'Italia non si piega facilmente al Sudafrica, come aveva già fatto contro la Nuova Zelanda a San Siro. Il finale dice 32-10, restano i segnali positivi per gli azzurri. La mischia ordinata si conferma di altissimo livello, ma non può essere l'unico credo di una squadra che manca ancora troppo nei trequarti e che, soprattutto al Friuli, ha sbagliato occasioni elementari su calcio piazzato. Sia con Gower sia con McLean. Gli Springboks sfruttano i punti deboli del XV di Mallett e capitalizzano sopratutto il cartellino giallo di Favaro in avvio. Ora per gli azzurri la missione più difficile. Battere Samoa nell'ultimo test match (sabato prossimo ad Ascoli): quella gara, contro un avversario del livello azzurro, potrà dire se la crescita è effettiva.

Primo tempo show Soffre e scricchiola l'Italia in avvio contro i campioni del mondo. Tre minuto e Favaro (in campo al posto di Mauro Bergamasco) si fa cacciare per 10': placcaggio in ritardo su Du Preez. I verdi sfruttano l'occasione. Si tengono ben lontani dalle mischie ordinate e giocano disossando di continuo la retroguardia azzurra, il nostro perenne tallone d'Achille. E prima del quarto d'ora, grazie alla superiorità, arrivano due mete degli Springboks. Al 5' è Habana, l'uomo ghepardo, a marcare dopo una progressione di Kankowski che fa a fettine la difesa. Prima del rientro di Favaro il Sudafrica passa ancora. Ancora Habana scappa sulla linea e, dopo il placcaggio di Gower, trova il riciclo volante per Fourie che segna in mezzo ai pali. Questa volta Steyn non può esimersi dal trasformare: è 12-0. L'Italia con il passare del tempo non si deprime e cresce di colpi. Soprattutto grazie alla mischia. Al 25' Perugini ruba, Garcia sfrutta e con un calcetto a seguire conquista territorio nei 22 metri avversari. Dal raggruppamento Parisse offre un cioccolatino all'interno per Zanni, fermato a pochi centimetri dalla meta. Dall'azione nasce un piazzato, ma Gower sbaglia. Al 32' però arriva la meta italiana. Ruck ai 5 metri. Palla fuori per Gower, corsa orizzontale, grande incrocio con Garcia: il "rosso" primo centro infila il buco che porta dritto in meta. Gower trasforma e l'Italia torna viva: 12-7. Il pubblico del Friuli si mangia le mani per la punizione calciata malamente da McLean al 38', da dentro i 22. Ma tira un sospiro di sollievo per l'errore di Steyn allo scadere.

Secondo tempo grigio Lo spettacolo visto nel primo tempo non si replica nella ripresa. Stanchezza per gli Springboks, al termine di una stagione estenuante, fiato corto e lingua lunga per gli azzurri al secondo test match di grandissimo prestigio in soli 7 giorni. Steyn infila subito i pali dalla piazzola per il 15-7. McLean prova a replicare, ma sbaglia confermando una giornata non felice al piede. Prima del quarto d'ora ecco la meta sudafricana che è una sentenza sulla partita. Dopo la quinta fase gli azzurri sono troppo disordinati dietro, Furie ne approfitta e si invola sulla linea laterale, palla dentro per Habana che regala la meta a Du Preez. Steyn trasforma per il 22-7. L'Italia si fa vedere con un piazzato di Gower (22-10). Ma è un fuoco fatuo. Troppi errori azzurri in fase di possesso. In avanti sciocchi e touche poco sicure. Il Sudafrica passa ancora su punizione, poi arriva anche la meta. Du Preez, dopo una rimessa laterale, smarca Olivier che si inserisce. Dopo la trasformazione il punteggio si fissa sul 32-10. Che sarà finale.