Rune&Evola, antimodernità ma tecnologica

È possibile considerarsi non solo conservatori ma addirittura reazionari e cultori della «sapienza primordiale» e occupare un posto di rispetto nel web. Ad esempio, gli animatori del Centro Studi «La Runa» di Chiavari non incidono le loro idee sulla pietra come avveniva con l’antico alfabeto nordico evocato dal nome che si sono scelti. L’opzione antimoderna non ha impedito loro di porsi all’avanguardia nell’uso delle tecnologie informatiche. La prima versione del sito risale al lontano 1998, quando le connessioni in rete in Italia erano ancora poche. Da qualche anno il dominio centrostudilaruna.it. registra migliaia di contatti giornalieri, aggiorna continuamente i contenuti, permette commenti e feed. La sua particolarità è quella di funzionare come ricchissimo archivio di storia, traduzione, letteratura e filosofia riconducibili, seppur con notevoli sfumature, alla destra più colta.
Fra gli argomenti troviamo gli «studi indoeuropei»" e sulla civiltà celtica, la letteratura fantastica, la «controstoria», il Medioevo, la Rivoluzione Conservatrice tedesca, la «Tradizione solare» e la religione. Gli autori stranieri prediletti sono Ernst Jünger, Knut Hamsun, Mircea Eliade: i numi tutelari del pensiero antimoderno europeo. Non mancano però le intelligenze italiche, a partire dal padre nobile Alfredo Cattabiani o Adriano Romualdi (il sito raccoglie molti suoi articoli a dimostrazione della varietà dei suoi interessi che andavano dall’interpretazione del nazionalsocialismo alla «migrazione dorica» a «Nietzsche lettore di Shopenhauer». Notevole lo spazio dedicato al famigerato Julius Evola; il lettore curioso e privo di pregiudizi progressisti può così scoprire che il «barone nero» non si occupava solo di problemi razziali e non è liquidabile come rozzo antisemita. Basta leggere i coltissimi interventi su «l’esoterismo di René Guénon» o su «il mistero dell’Artide preistorica», «le origini del Natale solare» e «il senso dello zen», per citarne solo alcuni.