Russia, garofani rossi e nostalgie sulla tomba di Stalin

Oggi, su richiesta del presidente Dmitri Medvedev, il Consiglio consultivo dei diritti umani presso il Cremlino sta preparando un piano d'azione per la «destalinizzazione», che prevede l'apertura degli archivi sovietici segreti, in modo da promuovere un ampio dibattito pubblico fondato su fatti storici. Questo Consiglio chiederà a Medvedev di «dare una valutazione politica e giuridica dei crimini del totalitarismo», spiega il capo della commissione, Mikhail Fiodotov. C'è già una data per questa prima solenne seduta di «destalinizzazione», il 14 gennaio, e il leader comunista Zjuganov oggi insorge contro il progetto. «Certo, ci sono state violazioni della legalità - ammette con fatica il leader comunista, secondo quanto riporta Ria Novosti - ma è indegno cercare di riportare tutto al 1937», ovvero agli anni del cosiddetto «grande terrore».
Quattromilaquattrocentoventi garofani rossi sulla tomba del dittatore e una richiesta al Cremlino: «Smettiamola di parlare di destalinizzazione» Stalin è stato un grandissimo statista, che ha fatto molto non solo per noi ma per tutta l'Europa», si indigna il leader dei comunisti russi Gennady Zjuganov. Il 131simo anniversario della nascita del «Piccolo padre» sovietico ha sdoganato nostalgie sulla piazza Rossa e critiche ai piani di Dmitri Medvedev contro il persistente culto della figura di Stalin, sempre in bilico a Mosca tra l'immagine del crudele dittatore e dell'eroe che portò la patria sovietica alla vittoria sui nazisti. La raccolta di fiori sulla tomba a ridosso delle mura del Cremlino, in realtà, è stata approvata dall'amministrazione municipale di Mosca, precisa Interfax. L'evento, battezzato «due garofani per il compagno Stalin» ha visto mobilitati una cinquantina di nostalgici, che hanno raccolto 80.000 rubli, usati per acquistare il «tappeto» di garofani. Un gruppo di anziani comunisti, circa 300 persone, si è poi riunito poco distante, ai piedi del monumento a Karl Marx, intonando canti sovietici sotto ritratti di Stalin. I comunisti di San Pietroburgo hanno invece chiesto che i resti del dittatore siano trasferiti nel mauseleo di Lenin: lì furono sepolti dopo la morte di Stalin nel 1953, ma rimossi nel 1961, cinque anni dopo la condanna ufficiale del culto della personalità al XX Congresso del Pcus e tumulati in una nicchia delle mura del Cremlino.