La Sacra famiglia fra squali, marineria e figuranti medievali

Le ultime polemiche sull’opportunità di fare o vendere il presepe non hanno trovato terreno fertile in Romagna dove, in quanto a presepi, non c’è che l’imbarazzo della scelta: da quelli più antichi alle rappresentazioni della Natività realizzate con sabbia, sale, luci, e allestite su barche, in spiaggia, dentro grotte di zolfo o all’interno di suggestive rocche medievali. Ecco i suggerimenti per non perdere le rappresentazioni più belle e crearsi un interessante itinerario lungo la costa romagnola, con qualche bella “incursione” nell’entroterra.

Il nostro itinerario parte da Cattolica, dove la rappresentazione della Natività è circondata da… feroci squali. 

È lo spettacolo a cui si potrà assistere al Parco Le Navi, che ha allestito un presepe subacqueo nella vasca dove nuotano undici squali Toro. Le statue che compongono il presepe, alte 60 cm, sono state realizzate in terracotta naturale da artigiani di Gualdo Tadino.

Seconda tappa a Rimini, la cui spiaggia “in letargo” dalla caotica estate si anima sotto i colpi di cazzuola di Antonio Molin. Tra i più famosi “sand sculptor” italiani, Molin ha realizzato un originale presepe di sabbia di 10.000 mq. che fa parte di un percorso di creazioni che tocca, oltre ai Bagni 25, 26 e 27, anche la spiaggia libera del porto di Rimini ed è visibile anche di notte.

Tini in rovere per vino come inusuale cornice per il Presepe. Accade a Bellaria, la cui borgata vecchia, illuminata a festa, ospita nelle sue strade 20 tini di grandi dimensioni (fino a 3,5 metri di profondità) all’interno dei quali si possono ammirare dalle rappresentazioni più classiche (in terracotta, ceramica faentina) ai presepi etnici, passando per il “Presepe del Mare”, realizzato dentro una conchiglia oceanica di 50 kg.

Risalendo la costa verso nord, ecco i presepi di Cesenatico: quello della Marineria e quello di Piazza delle Conserve. Da vent’anni le statue in legno di cirmolo del Presepe della Marineria fanno capolino dalle barche dell’omonimo museo, nello splendido scenario del porto canale leonardesco. Tra le 42 statue che popolano il Presepe si può cercare di riconoscere la prima ad essere stata realizzata, quella di S. Giacomo, Patrono di Cesenatico.

Il nome di Cervia è fin dall’antichità legato a quello del suo “oro bianco”, il sale. E proprio con il sale è stato realizzato il Presepe che si può ammirare nel Museo del Sale cervese: statuette che rappresentano la Sacra Famiglia, il bue e l’asinello alte circa 40 cm e realizzate attraverso la cristallizzazione naturale dell’acqua delle saline. Da non perdere infine il “Presepe animato” della Chiesetta del Suffragio, popolato da una trentina di figure in creta decorate a mano e animate da centinaia di piccoli e delicati meccanismi.

Il Presepe come oggetto di collezionismo. È quanto ha fatto Augusto Poverini (1936-2003), noto collezionista di Ravenna, la cui raccolta fa bella mostra di sé nella Sala Manica Lunga della Biblioteca Classense di Ravenna. Qui sono esposte circa 70 delle 471 Natività che Poverini ha raccolto in trent’anni di ricerche in ogni parte del mondo. Ancora il mare come scenario per la Natività. Dopo Cesenatico, anche Comacchio propone un Presepe che si specchia sull’acqua, grazie a una quinta teatrale unica, il seicentesco Trepponti. Non ceramica o cartapesta a dar corpo alle sue figure, ma getti d'acqua colorata e fasci di luce che disegnano, nei canali sotto le arcate dello splendido ponte, le figure della Natività.