Safari nel paradiso della biodiversità Nevi sul Kilimangiaro e acque turchesi

nostro inviato all’Amboseli (Kenya)

Quanta Africa c’è nella corsa da gazzella di un bambino pastore che raduna il suo gregge di capre macilente. O nel riposo del leopardo che domina la savana disteso sul ramo nodoso di un baobab centenario. «È cattivo - dice Kaingu, la guida - perché azzanna alla testa». Lì dove il Kenya lambisce la Tanzania, solo cent’anni fa i primi cacciatori bianchi cominciavano a scoprire un mondo nuovo. L’assolato paradiso terrestre che ancora oggi raccoglie la più incredibile varietà di ecosistemi, dalle paludi all’arida savana. Akuna matata, nessun problema vi diranno i ranger seguendo la tracce dei predatori. I «big five»: leone, elefante, leopardo, rinoceronte e bufalo. Soprattutto di simba, il re leone che si accoppia con un ruggito, si accanisce per sbranare il bufalo o riposa esausto. La sabbia rossa delle piste, i villaggi di baracche a lato delle strade sterrate, le manine scure dei bambini che si tendono a salutare e a chiedere rispettosi qualcosa. Ma anche i riflessi turchese dell’Oceano Indiano e il color cremisi delle bouganville che crescono rigogliose dovunque.
Kenya. Come sono incredibilmente verdi le colline d’Africa che dettarono ad Ernest Hemingway che qui cacciava i kudu e a Karen Blixen pagine scritte dall’anima rapita da una natura madre e matrigna. Anche oggi che qui sono 150mila i bambini contagiati dalla peste dell’Aids. Il ghepardo sale sul termitaio e sullo sfondo spunta improvviso tra le nuvole il Kilimangiaro, la «Casa di Dio» con la vetta che arrampicata sui suoi 5.895 metri di picco più alto del continente nero, arriva fino in cielo. Ben sopra le nuvole. Lì dove Harry, il protagonista delle Nevi del Kilimangiaro, si vede portato in volo per esservi seppellito. Arcigno, zio Killy ha i fianchi larghi delle seducenti donne d’Africa. Ma incute un gran timore nella sua maestosità di montagna sacra. «Vasta come il mondo intero - scrive Hemingway -, grande, alta e di un bianco incredibile nel sole è la vetta quadrata del Kilimangiaro». Dormendo nel lussuoso Oltokai Lodge immerso nella natura con reception di gran gusto in stile afro-british, ci si può svegliare di fronte alle sue cime imbiancate e alla meraviglia di una natura che offre lo spettacolo della neve all’equatore. Scoprendo solo a pochi metri le giraffe che si muovono sinuose, gli elefanti o i branchi di bufali imponenti che si spostano disciplinati. Magari una famiglia di leoni intenta a sezionare la carcassa di un animale appena cacciato. La feroce legge della savana che impera all’Amboseli (Territorio della polvere), il parco creato già nel 1948 e oggi inserito negli elenchi dell’Uunesco come riserva della biosfera terrestre. Solo 392 chilometri quadrati, il luogo ideale per avvistare gli animali più diversi: rinoceronti, cento tipi di gazzelle, impala, antilopi, elefanti, zebre, leoni, ghepardi, ippopotami, kudu, sciacalli, gnu, facoceri. Avvoltoi e oltre 400 diverse specie di volatili. Con i villaggi masai disegnati nei meravigliosi colori delle vesti e scanditi dall’eleganza del passo di antichi guerrieri signori degli altopiani.
I coccodrilli del Crocodile Park nei grandi parchi Tsavo Est e Tsavo Ovest (i più grandi con i loro 21mila chilometri quadrati) dove si incontrano l’aquila e il leopardo. E il soldato armato per difendere i turisti accompagna fino alla tana della coppia di leoni maschi che divoravano i lavoratori indiani impegnati a costruire la ferrovia per collegare Kenia e Uganda nel 1898. Ne sbranarono 135 prima di essere uccisi attirati dal cadavere di una scimmia usato come esca. A Mzima Springs c’è la camera d’osservazione subacquea e il coccodrillo nuota poco lontano. Così come gli alligatori navigano sul fiume nell’ansa del Kudu Camp dove si mangia alla luce del falò e poi si dorme in un lussuosamente spartano campo tendato per assaporare il gusto dell’avventura. Nei mercati le meravigliose sculture in tek o ebano. Mentre a Tsavo Ovest a 1.600 metri di altezza si dorme al Ngulia safari camp con due pozze d’acqua illuminate anche di notte per osservare dalla terrazza gli animali all’abbeverata.
Per il «safari blu» il mare è quello di Watamu, non lontano da Malindi, all’interno di un parco marino con barriera corallina e pesci dai mille colori. Nei creek (insenature profonde), mangrovie, aquila pescatrice e ippopotami. La spiaggia di fronte al Garoda resort è famosa per essere la più bella della costa. Sabbia finissima e di un biancore accecante, è circondata da rocce laviche erose dal vento. Mare color dello smeraldo.
Pacchetto «Un Altro Sole» (www.unaltrosole.com o 02-5731321) con tre notti di safari tra Tsavo est, Tsavo Ovest e Amboseli poi mare al Garoda Resort sul mare di Watamu, con volo e trasferimenti da 1.590 euro a 1.690 a persona. Per maggiori informazioni: Kenya Tourist Board tel. 02 36561179; www.magicalkenya.it.