Salute e istruzione sono direttamente collegati in tutti i Paesi europei

L e differenze socio-economiche tra individui - dettate da un mix di istruzione, occupazione e reddito - sono spesso associate ad alcune malattie ed a diversi fattori di rischio per la salute. In particolare i livelli di istruzione giocano in tal senso un ruolo chiave. Molti, infatti, tra i soggetti affetti da diabete, asma e bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (COPD), mostrano un basso livello di istruzione, come pure gli obesi e coloro che si mostrano più soggetti ad essere vittime di incidenti in casa, a scuola e durante le attività ricreative. Anche tra gli anziani, quelli che hanno un basso livello di istruzione tendono a non sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, viceversa tra le donne, quelle che hanno effettuato lo screening per il tumore al seno ed al collo dell'utero, possiedono in maggioranza un alto livello di istruzione.Sono questi alcuni dei risultati preliminari del progetto pilota European Community Health Indicators Monitoring, illustrati recentemente durante un meeting svoltosi presso l'Istituto Superiore di Sanità (ISS). «L'importanza di questo studio, portato avanti nel corso del 2011 - afferma Emauele Scafato, direttore del reparto del Cnesps Salute di popolazione e suoi determinanti che ha condotto lo studio nel nostro Paese - è consistita nella definizione, attraverso un percorso partito nel 1998, di un sistema condiviso di monitoraggio della salute in Europa». Ne è risultata una lista di 88 indicatori chiave (la Short List ECHI), tra cui diabete, depressione, indice di massa corporea, asma , pressione sanguigna, abitudine al fumo, consumo di frutta e verdura. «Nonostante i limiti connessi alla complessità e frammentazione dei sistemi di indicatori esaminati che non favoriscono la completa confrontabilità dei dati - continua - e malgrado le diverse fonti e metodologie d'indagine è stato possibile delineare alcune evidenze che indicano la rilevante influenza del livello socio-economico e di istruzione in particolare, sulla maggiore frequenza di malattia, non solo in Italia, ma in tutti i Paesi coinvolti nell'indagine. In estrema sintesi una conferma emergente che salute e welfare sono strettamente collegati. Programmare dunque a livello comunitario politiche sanitarie utili a ridurre la variabilità di quei determinanti socio-economici comuni per le malattie croniche gioverebbe alla salute dei cittadini».
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