Salvate dal web le italiane che hanno reso grande la scienza

Fisiche, biologhe, chimiche, pedagogiste... Un dizionario biografico on-line ci racconta le storie di tutte le ricercatrici che dal settecento a oggi hanno scoperto e inventato e sono state dimenticate<br />

E se qualcuno vi chiedesse di elencare le scienziate d’Italia, quelle che hanno fatto la storia della cultura del nostro Paese? Difficile che vi vengano più di due o tre nomi alla memoria: Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, l’architetta Gae Aulenti. Andando indietro i più volenterosi enumereranno Maria Montessori, per poi fermarsi in un desolato silenzio. La scienza italica e la cultura non strettamente umanistica sembrerebbero, insomma, un regno tutto declinato al maschile, in cui manca, tanto per fare un esempio franco-polacco, la presenza di una Marie Curie con il suo pesantissimo doppio Nobel, per la fisica e per la chimica. E in questo vuoto, in questa misoginia che spingeva le signore di talento ai margini, del resto, c’è la profonda verità di un sistema culturale in cui la donna si è affrancata relativamente tardi. Ma al di là dei dati di fatto c’è anche una certa miopia storica. Le donne di cultura, le matematiche, le fisiche, le biologhe vengono mandate nel dimenticatoio molto più facilmente dei loro colleghi maschi. Spesso finiscono nell’oblio nonostante i loro altissimi meriti scientifici. A questo vuoto ha provato a porre rimedio l’università di Bologna con un dizionario biografico intitolato “Scienza a due voci” e consultabile via web (http://scienzaa2voci.unibo.it). Un lavoro di ricerca enorme coordinato da due storiche della scienza Valeria Babini e Raffaella Simili, che ha portato alla creazione di un archivio di più di mille nomi e di circa centocinquanta schede biografiche. Leggendole scoprirete che già nel settecento Maria Gaetana Agnesi dava alle stampe un trattato di matematica di altissimo livello, e che nello stesso secolo c’era già una donna che insegnava fisica all’ateneo di Bologna: Laura Bassi. Oppure che Bakunin è stato un pensatore anarchico, ma le sue figlie cresciute in Italia, Giulia Sofia e Maria, sono state rispettivamente un medico chirurgo e una chimica di altissimo livello. Sono solo esempi per scoprire che se, forse, ci è mancata una Curie poco importa. Anche se l’avessimo avuta avremmo corso il rischio di non accorgercene, di dimenticarci di metterla nei libri.