Samthann

Si tratta di una santa irlandese che visse tra il VII e l’VIII secolo. Si dice che si sia fatta monaca nel Donegal, a Ernside, e che si sia trasferita in seguito a Clonbroney, nella contea di Longford. Qui Samthann avrebbe fondato un’abbazia. Divenne famosa in tutta l’isola per il suo dono del consiglio e soprattutto per i suoi detti, che vennero raccolti e diventarono esemplari. Certo, oggi giudicheremmo queste sue sentenze di semplice buonsenso, per avere il quale non c’è affatto bisogno di essere santi. Ma, se si pone mente all’epoca in cui furono espresse e alla scarsa dimestichezza dei celti con l’ascesi monastica, le cose acquistano un altro spessore. Per esempio, a un monaco che le chiedeva qual fosse la posizione del corpo più adatta alla preghiera rispose che andavano bene tutte: in piedi, in ginocchio, seduti e perfino distesi. A un altro che intendeva partire per un pellegrinaggio disse che Dio è vicino a chi lo invoca e non c’è bisogno di andare chissà dove. Un altro ancora domandava se era bene interrompere gli studi per dedicare più tempo alla preghiera; Samthann lo avvisò che non avrebbe mai potuto concentrarsi per pregare se avesse abbandonato lo studio. Malgrado la fama della sua saggezza e i doni che i potenti cercavano di fare alla sua abbazia, la santa badessa non volle che il monastero possedesse più di sei mucche, secondo lei sufficienti ad avere di che vivere. Morì verso il 739 e fu s. Virgilio a diffondere il suo culto nel continente. Quest’ultimo era un monaco irlandese che l’aveva conosciuta personalmente prima di diventare vescovo di Salisburgo.
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