Sannio beneventano, regno dei golosi

Laura Gigliotti

Arte, cultura, tradizioni, un paesaggio di vigneti, oliveti, frutteti, una gastronomia semplice e gustosa, vini, Falanghina, Aglianico del Taburno, olio extravergine di oliva, pasta fatta in casa, i tradizionali taralli, le introvabili mele annurche, sono gli ingredienti di un viaggio nel Sannio beneventano, un territorio che solo da poco si è aperto al turismo.
A partire dalla città delle streghe, Maleventum, dopo la vittoria su Pirro nel 275 a.C. Beneventum, ricca di storia e di monumenti. Dal maestoso Arco di Traiano del 114 d.C. che racconta plasticamente la vita e le imprese dell’optimus princeps, alla chiesa di Santa Sofia fondata nel 762 forse come chiesa nazionale dei longobardi, che raggiunse l’apogeo nel XII secolo anche per la presenza di uno scriptorium dove si praticava la scrittura beneventana. A Benevento il passato convive col futuro. Con il Marsec, il sistema di puntamento e rilevazione satellitare per il monitoraggio ambientale, ospitato nella Villa dei Papi, voluta da Papa Innocenzo XI alla fine del Seicento. La più grande delle due antenne poggia su un traliccio ideato dall’artista Salvatore Paladino. Poco distante è attivo un consorzio per la salvaguardia di specie zootecniche a rischio e le biotecnologie innovative. In mezzo a sofisticate apparecchiature e camici bianchi si preservano le razze autoctone e si conservano le tradizioni del cacio cavallo di marchigiana e di podolica, così come gli antichi trattori agricoli in un originale museo.
Interessanti i centri minori. A Solopaca, il paese del vino, in Palazzo Cutillo c’è il Meg, un museo enogastronomico che accanto a una collezione di etichette di aziende che non esistono più, presenta una sezione dedicata al falso alimentare. Se l’olio è il più falsificato, si cambia identità a tantissimi prodotti, sostituendo etichette scadute, schiarendo sottaceti ossidati, mettendo in acqua di mare il pesce scongelato per farlo sembrare fresco.
Imperdibile la visita alla patria di Sant’Alfonso Maria dei Liguori, Sant’Agata de’ Goti, uno dei centri più belli del Beneventano, con strade lastricate e sontuosi palazzetti. Da vedere la Chiesa di S. Menna, consacrata da papa Pasquale II nel 1110 dal bel pavimento cosmatesco e la chiesa dell’Annunziata, fondata nel XIII secolo con affreschi del ’300 e ’400 e vetrate moderne di Bruno Cassinari.