"Santa Chiara, questa è la tv che vorrei"

Dopo l’appello delle monache di clausura alla patrona della
televisione, ecco le "richieste" dei vip alla vergine Banfi: "Fai una doc, per distinguere gli artisti seri dai volgari". Brignano: "Ti
scongiuro, cancella i reality"

«Santa Chiara, ti prego, fai qualcosa per questa tv». Martedì, nel giorno dedicato alla patrona della televisione, 750 suore clarisse del monastero di San Quirico di Assisi hanno lanciato la loro invocazione per una tv «diversa», diciamo pure migliore. Il concetto era questo: «Santa Chiara, redimi la tv. O almeno, se non è possibile, fai che non sia guidata solo dall’audience, ma anche dalla ricerca della verità». Le clarisse non hanno la televisione: hanno pregato su invito del Club Santa Chiara, società che raccoglie 450 operatori televisivi. Dato che, spiega il presidente Marco Palmisano, «parlando con i fedeli si sono rese conto di quanto la tv influisca sulle persone», hanno accettato di dedicare parte delle loro orazioni al piccolo schermo.

Come fosse facile, avrà pensato la Santa. Per complicarle le cose, abbiamo chiesto ad alcuni volti noti e notissimi della tv di snocciolare per noi la loro preghiera. Il «nonno d’Italia» Lino Banfi prega così: «Santa Chiara, fai sì che qualcuno crei una denominazione Doc per i personaggi della tv. Proprio come i vini, sì: un bollino con cui certificare che guardando quell’attore o conduttore si può stare tranquilli, non in punta alla poltrona pronti a cambiar canale. Io rientro in quel modello: non ho mai detto parolacce (a parte nei primi film, ma ora fanno ridere) né fatto brutta tv, quindi il pubblico si fida».

A far eco a Banfi c’è Alda D’Eusanio: «Vorrei più contenuti. Possono esserci anche dentro reality e quiz, sono solo modi moderni di fare televisione». La conduttrice dà uno sguardo al passato: «Vorrei che si tornasse agli albori, quando la gente non sapeva scrivere, ma grazie alla tv conosceva i Fratelli Karamazov e i Promessi Sposi».
E se Santa Chiara potesse intercedere, Valeria Marini le chiederebbe «di mettere un freno ai litigi e alle zuffe per fare spettacolo, tanto più se finti e programmati. In attesa che nascano forme innovative di televisione, sarebbe bello si potesse tornare a trasmettere cultura: a patto, però, che riesca a “passare” con leggerezza».

Per Gianni Boncompagni, «Santa Chiara è anche la patrona di vetrai, stiratrici e altri mestieri, e mi sa che si è dovuta occupare più di loro che della tv, ultimamente». Insomma, cosa le chiede? «D’estate, Santa, facci avere più repliche belle e meno nuovi programmi brutti. Decolonizza, se puoi, la tv dai format “famosi” e sempre uguali, restituisci spazio a qualcosa di meno prevedibile. Per me, ti prego egoisticamente, vorrei più programmi storici e musica classica». Emanuela Folliero, volto di Rete4 e «dottoressa Stranamore» dopo Castagna, nella sua preghierina chiede «che la tv torni a essere un elettrodomestico come merita: un oggetto di cui, volendo, si può smettere di essere schiavi. E visto che ci rivolgiamo a una Santa, non guasterebbe che la tv proponesse più storie buone e sogni: ciò di cui il pubblico ha bisogno».

A genuflettersi c’è anche Alba Parietti, che ha detto ad AdnKronos che le piacerebbe veder «sparire i raccomandati e le lobby: così lavorerebbe solo gente capace e meritevole. Il miglioramento si vedrebbe subito». Enrico Brignano, invece, sente certi programmi come una punizione: «Siamo stati cattivi, quindi ci meritiamo i reality. Cara Santa, faremo i buoni, ma falli sparire!». E per Massimo Giletti, «vorrei che la patrona aiutasse la Rai a valorizzare le sue risorse, tornando a produrre dall’interno». Ultima orazione da Pier Francesco Pingitore, autore e regista: «Cara Santa, riporta in tv i programmi che insegnano alla gente a parlare in italiano. Magari anche a conduttori e giornalisti». Così sia.