"Santo" e ribelle Un monumento di 60 dischi per Elvis Presley

Escono tutte le incisioni per la Rca, dagli anni '50 alla morte nel 1977. Spuntano anche i duetti con Sinatra Che diceva di odiare il rock

È difficile da capire oggi, ma l'avvento di Elvis fu una vera rivoluzione. Prendiamo il long playing, oggetto che diamo per scontato e che oggi torna prepotentemente di moda. Ai tempi di Elvis non è che funzionasse un granché. Vendevano bene Glenn Miller, Mario Lanza, Frank Sinatra, ma l'esplosione di Elvis Presley, il primo album del «re» per la RCA (dove era approdato il 15 novembre 1955, arrivando dalla mitica Sun Records), quello con la scatenata Blue Suede Shoes strappata a Carl Perkins ma anche con Blue Moon di Rodgers e Hart, vendette 300mila copie in due mesi e provocò un cataclisma nel mondo discografico. Ecco, l'anno dopo il suo debutto discografico c'è quello cinematografico con Love Me Tender, primo singolo della storia a vendere un milione di copie su prenotazione. Elvis ha pubblicato una montagna di compilation e di greatest hits, alcuni assolutamente inutili, altri ricchi di inediti e rarità. Solo Johnny Mathis, con Johnny's Greatest Hits (491 settimane nella classifica di Billboard), riuscì a tener testa a compilation come Elvis Golden Records, quella che fece nascere l'immortale frase (poi sottotitolo della compilation stessa) «50 milioni di fan di Elvis non possono sbagliare». John Lennon e John Fogerty dicevano spesso che Elvis è finito dopo Mistery Train. Un giudizio vero per i duri e puri del rock, ma un po' troppo radicale. È vero, Presley dopo l'esercito ha cambiato persino voce, è diventato un crooner zuccheroso, ma nei concerti dal vivo - anche nei burrascosi anni Settanta di Las Vegas - non ha mai abbandonato il vecchio spirito rock'n'roll. Elvis era un groviglio di contraddizioni e il suo manager - l'ex avventuriero, sedicente colonnello, Tom Parker - capì come fosse possibile ricavare tanti bei dollaroni da entrambe le parti della barricata. Fece fare magliette con scritto «Amo Elvis» e distintivi con la scritta «Odio Elvis». L'America inorridiva per i suoi «movimenti disgustosi»? Parker lo portò all'«Ed Sullivan Show» per cantare la ballata romantica Love Me Tender, che dava il titolo al suo primo film. Vedete? - era il messaggio - Elvis crede nell'amore romantico e nel matrimonio. Si sbandierò il fatto che Elvis, con i primi soldi, avesse acquistato una casa per i genitori e soprattutto il fatto che partiva per il militare: vedete? È un vero patriota che ama l'America. Fatto sta che il suo repertorio divenne sempre meno rock e si arricchì di ballate e canzoni religiose. Lui diceva sempre: «Il Signore mi ha dato la voce, se mi ribellassi a Lui sarebbe la fine», ma era sempre pronto a giustificare il suo lato «demoniaco» sostenendo: «La mia voce è ordinaria e se resto fermo mentre canto sono spacciato». Anche qui, milioni di fan (scommetto che ora sono più di 50) non possono sbagliare, e per chiarirsi le idee esce il monumentale cofanetto The Album Collection, che in 60 cd raccoglie tutte le sue incisioni per la Rca più tre album di rarità e inediti degli anni '50, '60, '70 nonché un libro ricco di curiosità e fotografie. Se avete tra le mani questo oggetto, vi mancheranno soltanto le incisioni private del 1953-1954 alla Sun Records (per esempio i pezzi eseguiti per sola chitarra e voce come My Happiness o I'll Never Stand In Your Way) o quelle ufficiali, sempre della Sun Records di Sam Phillips, come That's All Right che fece partire la gioiosa macchina da guerra presleyana. Un cofanetto così copioso contiene per forza rarità e inediti, come la versione radiofonica di Tell Me Why, inserita nel terzo album di Elvis, Loving You, registrata nel '57 a Hollywood e pubblicata nel 1965. O le due versioni radiofoniche di Wild In the Country e Viva Las Vegas uscite nell'antologia Elvis Gold Records Vol. 4. Tutto quello che cantava Elvis diventava oro, anzi platino, come il disco natalizio Elvis Christmas Album che nel '57 vendette oltre dieci milioni di copie. Uno dei suoi lavori più celebrati, From Elvis In Memphis, del 1968, nasce dal megagalattico show televisivo The Singer Special, in cui si esibiva dal vivo dopo quasi dieci anni di assenza dal palco. Qui l'album contiene le «bonus tracks» Suspicious Minds, Don't Cry Daddy, Kentucky Rain, Mama Liked the Roses. Negli anni '50 Presley era al top nel cuore del pubblico e della critica, anche se, quando tornò dall'esercito, nel mondo rock si era materializzato un esercito di Elvis di seconda categoria come il 13enne Fabian e Bobby Vee. Ma Elvis era sempre Elvis; Frank Sinatra, il quale sosteneva che il rock fosse il linguaggio marziale di tutti i delinquenti, invitò volentieri un impacciato Elvis in smoking al suo show televisivo Timex Tv Special, registrando con lui a due voci, al Fontainbleu Hotel di Miami nel 1960, Stuck On You, Fame and Fortune e il medley Love Me Tender/Witchcraft, che sono la chicca di questo cofanetto.

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 27/03/2016 - 12:29

Il più grande performer del XX secolo. Estensione vocale degna di un affermato cantante lirico ed eleganza gestuale inarrivabile. Grazie per aver accompagnato ogni istante dei nostri anni verdi con il ritmo e l'entusiasmo delle tue canzoni. A southern gentleman. We'll remember you. Forever.

Ritratto di Feyerabend

Feyerabend

Dom, 27/03/2016 - 15:39

Elvis Presley fu il primo grande prodotto mediatico e sociale costruito ad arte. Con lo scopo inizialmente di dare un'immagine perbenista del rock ad un pubblico bacchettone e razzista spaventato dall' affermarsi della musica e dei rockers neri. Poi fu una macchina da soldi inegugliabile. In definitiva un grandissimo nella storia sociale della musica. un signor nessuno per i contenuti artistico musicali.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 27/03/2016 - 17:37

#Feyerabend- 15:39 Posto che il rock è un genere musicale e non un trattato di letteratura o filosofia...sei sicuro di non stare commentando l'opera dei vari complessi degli anni 60?

Luis63

Dom, 27/03/2016 - 22:18

Indiscutibile fonte di ispirazioni per un esercito di musicisti, citazioni e tributi in ogni e da ogni parte del mondo, ha semplicement e quasi inconsapevolmente con la sua musica rivoluzionato un sistema ed una cultura , unico artista ad essere inserito in Quattro Hall of fame, vendite e Grammy da Record, UN GIGANTE. !

Ritratto di Feyerabend

Feyerabend

Lun, 28/03/2016 - 09:10

PER MEMPHIS. Personalmente odio le classificazioni musicali e le collocazioni temporali. Per me esiste la buona musica e la cattiva musica. Ma se proprio vogliamo parlare di generi ritengo che l'unica musica che vale la pena ascoltare sia quella sinfonica e il rock (nelle sue infinite sfumature). Opinabile? Certamente. In ogni caso continuo a pensare che se si depura Elvis Presley dal castello mediatico e commerciale costruito intorno a lui, rimane ben poco. Stesso discorso (con sfumature socioculturali leggermente diverse) si potrebbe fare con David Bowie.