Santuari mariani, la spina dorsale della fede

Un elegante volume illustra 525 luoghi sacri dedicati alla Madre di Gesù, presentata come un baluardo contro i flagelli del Terzo millennio

È un libro destinato a rimanere esposto nelle biblioteche e nella libreria di casa. È sontuosamente rilegato, copertina e fondo sono decorati, nell’edizione più preziosa, con due bassorilievi in rame dello scultore Ambrogio Ciranna. Ma tutta questa ricchezza e questa preziosità non sono fini a se stesse: il tesoro vero sta nelle pagine, in ciò che c’è scritto. Maria Madre umana e spirituale di tutta l’umanità (Camelo Editore, 06-22755097, g.cameloeditor@alice.it) è un’opera che descrive i più noti santuari mariani italiani e del mondo.
Ne vengono raccontati ben 525, presenti nei cinque Continenti. Gli autori sono i mariologi padre Angelo Maria Tentori e padre Vincenzo Battaglia, affiancati da Gabriele Camelo, Gilberto Regolo, Robin Veatherill, Cosmo Giacomo Sallustio Salvemini. Un viaggio commovente attraverso i luoghi del culto mariano, quei santuari che non hanno conosciuto e non conoscono la crisi della pratica religiosa iniziata negli anni del post Concilio. Quei luoghi dove si esprime una fede semplice, immediata, bollata spesso come «infantile» dai cattolici che si sentono adulti e guardano con sufficienza a quelle devozioni. Eppure proprio questo impressionante elenco di santuari, dove si conserva la memoria di miracoli, apparizioni, dove si concentrano quotidianamente le preghiere, le suppliche e le speranze di un popolo silenzioso e quasi invisibile sulla scena mediatica, rappresenta oggi la spina dorsale della fede cattolica.
La parte più innovativa dell’elegante volume - acquistarlo è un investimento: il suo valore è destinato a crescere nel tempo, dato il numero limitatissimo di esemplari stampati - sta nei capitoli che attualizzano il messaggio mariano e scrutano gli scenari cupi verso i quali un’umanità che si crede sempre più autosufficiente si è incamminata. Maria è dunque presentata come il baluardo contro l’aggressione alla famiglia, contro i flagelli del Terzo millennio. «L’umanità è a un bivio», aveva detto, inascoltato nell’euforia del Giubileo, Giovanni Paolo II quando, nell’ottobre del 2000, aveva voluto ancora una volta la statua della Madonna di Fatima in piazza San Pietro. L’umanità può trasformare il mondo in un giardino fiorito o in un ammasso di macerie. Nel 2000 il comunismo era caduto da oltre dieci anni, la guerra fredda non esisteva più, eppure il Papa vecchio e malato che aveva vissuto tutto il suo lungo pontificato sotto il segno di Maria, aveva saputo guardare più in là. Pochi capirono, allora. Così come pochi capirono la portata del suo gesto quando, nel maggio 2001, per la prima volta nella storia un pontefice romano entrò in una moschea. Era a Damasco, e mancavano meno di tre mesi all’11 settembre, alla data che avrebbe sconvolto la vita del mondo intero.
Non è un caso, dunque, che proprio la figura di Maria stia tornando di grande attualità e lo sia non soltanto per i cristiani. Nel libro, tra i flagelli del millennio, si cita anche il terrorismo di matrice islamica e fondamentalista. Proprio la Madre di Gesù, venerata anche nel Corano, può rappresentare in taluni contesti un punto di incontro con i musulmani. Ad Efeso, dove ha celebrato il momento più suggestivo del suo pellegrinaggio in Turchia, Papa Benedetto XVI ha sostato in preghiera nella piccola casa dove, secondo la tradizione, abitò Maria insieme a Giovanni, l’evangelista che Gesù dalla croce le aveva affidato. A venerare quel luogo, annodando piccoli nastri colorati sugli ulivi che circondano l’antica e umile costruzione, vengono anche molti fedeli islamici.